Sgomberare subito ex–ASL a Monteverde, l’abusivismo non è accettabile (PDL)

A parlare il Presidente della Commissione Trasparenza del XVI Municipio Antonio Aumenta e i Consiglieri del Municipio Roma XVI Giudici e Alampi
di Francesca Romana Antonini - 12 Novembre 2008

Continua la vicenda dell’occupazione degli stabili di via Revoltella a Monteverde nel XVI municipio e via Amedeo II all’Esquilino nel I municipio.
“È inaudito che organizzazioni di vario tipo, possano continuare ad appropriarsi, indebitamente, di stabili pubblici”- è quanto dichiara il Presidente della Commissione Trasparenza del XVI Municipio di Roma, Antonio Aumenta, insieme ai Consiglieri del Municipio Roma XVI Giudici e Alampi riferendosi all’occupazione dell’immobile ex ASL di via Revoltella, – “lo sfruttamento di famiglie disagiate per occupare stabili pubblici, che siano alloggi E.R.P. o altro è scandaloso, non capiamo come alcune sedicenti associazioni di volontariato, possano scendere tanto in basso da svuotare il problema dell’emergenza abitativa dai significati sociali e portare queste persone nell’illegalità.

“Vorremmo – aggiungono i Consiglieri – che il Comune di Roma riuscisse a risolvere il problema a tutte quelle persone che da troppi anni attendono una casa, ma non è con atti criminosi che si può affrontare un dilemma sociale tanto grave”. Gli ex-aennini sollevano un ulteriore perplessità nei confronti del “Coordinamento cittadino di lotta per la casa” e si chiedono “come possono queste persone decidere chi può, e chi effettivamente ne ha il diritto di usufruire dei servizi sociali in questione, solo un organo di controllo comunale può stilare una graduatoria paritaria e veritiera. Troppo spesso queste occupazioni sfociano nella ghettizzazione e nella criminalità, oltretutto alcuni cittadini che in passato hanno vissuto esperienze simili sono state sottoposte a veri e propri soprusi.

“Con questo non vogliamo dire che, il già citato, Coordinamento arrivi ad avanzare pretese nei confronti delle persone interessate ma se lasciamo agire in questo modo, arriveranno presto denunce contro dazi illegali, caricando la comunità di costi sociali ben più elevati. Quindi, – chiudono Aumenta, Giudici e Alampi – è per queste ragioni che ci accostiamo completamente alle dichiarazioni di alcuni esponenti capitolini del P.d.L. e auspichiamo lo sgombero immediato della struttura. Se non si procederà con queste contromisure rinnoviamo la volontà di organizzare espressioni cittadine di indignazione contro l’occupazione abusiva”.

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