Sgombero a Lungotevere Dante

Catarci: "inutile e disumano"
Enzo Luciani - 5 Ottobre 2011

Oggi un nuovo sgombero è stato messo in atto a Lungotevere Dante, in un’area abusiva a circa due chilometri dalla sponda del fiume, in cui vivevano un centinaio di persone.

"Sono state abbattute – fa sapere in una nota Giorgio Ciardi, delegato del sindaco Alemanno alla Sicurezza – 25 baracche e rimosse 36 tende. Circa il cinquanta per cento delle persone sottoposte a controllo è risultata avere precedenti a carico, soprattutto per l’attività di prostituzione. I minori presenti erano 15, 9 gli adulti che hanno rifiutato l’assistenza offerta dai Servizi sociali di Roma Capitale, presenti insieme al Nucleo nomadi della Polizia Roma capitale, alla Polizia fluviale e agli uomini della Questura. L’Ama ha già iniziato la bonifica dell’area precedentemente occupata».

Sullo sgombero interviene il presidente dell’XI Municipio, Andrea Catarci. "A Lungotevere Dante – afferma in una nota – sta andando in scena l’ennesimo disumano e inutile sgombero di un insediamento di fortuna, con obiettivo un centinaio di senza fissa dimora. Tra lì e il vicino Lungotevere San Paolo negli ultimi anni la Giunta Alemanno è intervenuta continuamente, con le forze di polizia e le ruspe per demolire le capanne: ogni volta si è peggiorato il quadro, sia per il girovagare di intere famiglie nelle vicinanze che sotto il profilo igienico-sanitario, con i rifiuti lasciati dalle demolizioni a giacere per giorni e settimane.

L’intervento odierno non differisce dagli altri, con proposte di accoglienza inesistenti e la massa delle persone che si allontana a piedi, in cerca di un altro nascondiglio, il più vicino possibile al precedente. Costante è anche il dispendio di denaro pubblico, visto che per questo come per le altre operazioni similari si spendono decine di migliaia di euro. Una costante è anche la propaganda del centro destra che le accompagna, quella con cui ci si vanta di aver sgomberato questo o quel luogo nell’intento di far credere ai cittadini di aver risolto qualcosa con l’esibizione muscolare. Non è vero, tutto resta come e peggio di prima, per i nuclei direttamente interessati, per i quartieri vicini, per le casse di Roma Capitale, vuote per tutto il resto, in cui solo la propaganda del Sindaco è sostenuta da fondi pubblici. Possibile che dopo più di tre anni la Giunta Alemanno non si ponga perlomeno una domanda sull’efficacia della strategia adottata?

Aumentano gli insediamenti abusivi, aumenta la miseria diffusa, aumenta il disagio in tante aree della città, aumenta l’uso improprio di porzioni di territorio che ogni volta si proclama (sic) bonificato, si continua a non investire nulla in politiche sociali e di assistenza che, sole, possono ridurre l’impatto della povertà crescente, continuano le dichiarazioni farneticamente trionfanti degli esponenti del centro destra, che sembrano venditori ambulanti intenti a convincere una cittadinanza sempre più provata della bontà della loro merce, in questo caso degli inutili sgomberi. Ma chi ci crede più visti i risultati? Non è possibile cancellare la disperazione sociale con le operazioni di maquillages e restyling superficiale che sono l’unica cosa di cui Alemanno e i suoi sono capaci, ma tale elementare ragionamento non sembra essere alla portata di chi oggi governa la città. 


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