Sgombero campo in via del Baiardo

Erbaggi-Guidi: “Un risultato importante, frutto dell'impegno del Sindaco Alemanno e del Vicesindaco, Sveva Belviso”
Enzo Luciani - 5 Luglio 2012

Il campo nomadi di via del Baiardo, dopo vent’anni di attività,  verrà sgomberato. A partire da oggi, ed entro la prossima settimana, l’area sarà completamente bonificata. “Dopo innumerevoli controlli, sopralluoghi e verifiche tecniche, stamane è stata messa la parola ‘fine’ sugli insediamenti abusivi, l’immondizia, le baracche e il rame rubato che popolavano questa zona”, precisano Guidi ed Erbaggi, ricordando come, nel 2007, un cittadino di origini romene abitante di questo campo rom, avesse aggredito e seviziato, fino ad ucciderla, l’allora 47enne Giovanna Reggiani.

“Lo sgombero del campo nomadi rappresenta un importante punto di partenza per la riduzione del degrado in via del Baiardo e nel Municipio XX – proseguono Guidi ed Erbaggi – di questo dobbiamo essere grati, sia al Sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, che al Vicesindaco, Sveva Belviso”.

"Non è stato facile – comunicano, in una nota, il Presidente del Consiglio del Municipio Roma XX, Simone Ariola e il Consigliere nel Municipio Roma XX, Giorgio Mori – superare tutti gli ostacoli burocratici, oltre ai censimenti, alle verifiche degli aventi diritto, alle problematiche relative al completamento del sito di destinazione alla Barbuta, alle richieste di finanziamenti europei per il completamento di quest’ultimo, alle verifiche sulle condizioni giuridiche dei soggetti in stato di arresto o detenzione domiciliare, ma alla fine il risultato è stato raggiunto.

Un grande e significativo plauso va all’amministrazione per aver anche consentito ai bambini rom, che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri bambini, di poter concludere l’anno scolare senza danno.
I novantacinque slavi “aventi diritto”, frutto dell’opera dell’ultimo censimento svolto sul campo, avranno così la possibilità di una ricollocazione più consona nel campo attrezzato e di nuova generazione alla Barbuta, una ricollocazione che terrà conto delle compatibilità etniche, mai prese in considerazione dalle precedenti amministrazioni, ma molto sentita dalle comunità.
Analogamente i nomadi comunitari avranno la possibilità di accedere alle apposite strutture temporanee e, comunque, se non fosse loro gradita la destinazione indicata, avranno la possibilità di affittarsi una casa come tutti i cittadini, mentre i clandestini verranno naturalmente espulsi.

Lo sgombero definitivo si è reso necessario in seguito alla nuova e recente richiesta dell’Ardis di bloccare la contaminazione acquifera del Tevere, a causa della presenza di numerosi residui inquinanti silicei (TV, computer ed altri elettronici) in prossimità delle sponde del fiume.

 


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