Simona Sparaco, la mia storia d’amore nasce su Facebook

di Maria Giovanna Tarullo - 27 Marzo 2009

Abbiamo intervistato la giovane scrittrice romana Simona Sparaco, che ci ha raccontato come è nato il suo primo lavoro "Lovebook" (edito dalla Newton Compton Editori). Una storia d’amore tra due giovani ragazzi, dove il filo conduttore è il famoso social network Facebook.

Simona come è nata l’idea di questo libro?

E’ nata durante il mio viaggio in Sud Africa, dove lavoravo per il programma televisivo "La Talpa", in quei tre mesi ho preso confidenza con il mezzo Facebook. Condividendo la mia esperienza con commenti e foto, cosi ho pensato di usarlo come filo conduttore della mia storia.

Facebook, gioca un ruolo importante nella storia d’amore tra di due protagonisti. Tu hai mai cercato qualcuno del tuo passato digitando il suo nome?

La storia che ho scritto non è autobiografica, io mi sono limitata ad usare questo mezzo solamente per cercare dei vecchi compagni di scuola o semplici amici che non vedevo da tempo.

Solidea, la protagonista ha qualcosa in comune con il tuo carattere?

Quando si scrive un libro è inevitabile non inserire alcune caratteristiche del proprio carattere. Con Solidea condivido la solarità, la spigliatezza e l’ottimismo che ha anche nei momenti negativi della sua vita.

Il tuo libro è stato definito un incrocio tra i film "Il diario di Bridget Jones" e "C’è posta per te". Quale dei due più lo rappresenta?

Nel libro si possono trovare delle situazioni che rimandano a tutti e due i film. Ma il vero intento era quello di rendere omaggio alle commedie romantiche italiane e straniere, un genere che mi piace moltissimo.

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Hai qualche artista musicale che ascolti durante la scrittura?

Mi reputo un’onnivora della musica, ascolto tutti i generi inclusa la musica strumentale.

Nelle tue dichiarazioni si legge che scrivi fin da quando eri bambina. Pensi che i ragazzi di oggi si possano riavvicinare alla scrittura tradizionale?

I ragazzi anche se usano mezzi nuovi per scrivere, come i social network, i blog e messenger ancora usano la scrittura come mezzo di comunicazione delle loro emozioni; decidendo se scrivere semplici pensieri in sigle o abbreviazioni, oppure confessioni che vengono dal loro cuore.

Sei nata e cresciuta a Roma che rapporto hai con la città?

Roma mi piace moltissimo, per questo riesco a convivere anche con i vari disagi che si incontrano nella città. Pur avendo viaggiato molto, non la cambierei con nessun’altra città.

Trovi degli spunti nella Capitale per le tue storie?

Mi viene facile ambientare le mie storie a Roma, perchè conosco i comportamenti dei suoi abitanti e i suoi luoghi. Anche se adoro Parigi e spesso la introduco nelle mie storie.

Ti piacerebbe che il tuo lavoro, che sta riscuottendo molto successo, diventasse un film?

Si molto, cosi potrei anche collaborare alla sceneggiatura. Il lavoro per cui ho studiato.


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