Un grande concerto in onore di Santa Cecilia

Il 22 novembre 2009 nella Basilica San Carlo Catinari. Baravissimi gli interpreti Sara Matteo, Marianna Altamira e e Pino Caronia
di Acerbetti - 24 Novembre 2009

Nella foto: Sara Matteo, Marianna Altamira e Pino Caronia

Roma, 22 novembre 2009. La Chiesa festeggia S. Cecilia patrona della musica. Esiste una splendida cappella a lei dedicata nella Basilica di S. Carlo ai Catinari , in piazza Benedetto Cairoli (I Municipio), che per oltre due secoli è stata sede dell’Istituzione dell’Accademia di S. Cecilia. La cappella, oggi in restauro, ogni anno vedeva fior di musicisti suonare in onore della Santa martire gentile. Oggi, mentre l’Accademia musicale romana che porta il suo nome, per ragioni che sfuggono ai comuni mortali, come ha ben sottolineato il parroco Padre Giuseppe Maria Ciliberti nella presentazione, ignori o sottovaluti tale importante ricorrenza per la musica mondiale, altri Enti meno blasonati ce la mettono tutta, senza mezzi economici, a tener viva la tradizione di un concerto nella Basilica nell’anniversario della Santa cara ai musicisti. Quest’anno, queste persone di buona volontà, con l’Accademia Maria Rosa Coccia, si sono superate ed hanno regalato ad una chiesa gremita un concerto in qualche modo memorabile. Per due motivi.

Il primo perché veniva eseguito, per la prima volta dopo 218 anni, un brano del “Magnificat” composto dalla musicista romana Maria Rosa Coccia, compositora straordinaria contemporanea di Mozart che non ebbe nel suo tempo la fortuna che meritava per via di quelle incrostazioni storiche che non permettevano ad esempio ad una donna in quanto donna l’affermazione di cui era degna sul piano artistico e culturale. E il 22 novembre scorso le è stato tributato un omaggio, seppur tardivo, con la ri-proposizione di questo brano che fu eseguito per la prima volta nel 1791 nello stesso giorno e nella stessa basilica di S. Carlo ai Catinari. Come accade sovente, il semplice e lo straordinario si incontrano.

Il secondo motivo di eccezionalità sta negli artisti protagonisti di questo concerto. Tutti di grande valentia e facenti parte dell’ “Accademia Maria Rosa Coccia” e della Scuola di Musica Anton Rubinstein di Roma: la soprano Mariana Altamira, il violinista Pino Caronia e la pianista Sara Matteo.

Mariana Altamira, argentina di nascita, ha cantato nei più importanti teatri di Argentina, Francia, Stati Uniti, Italia. Con prestigiose orchestre ha realizzato concerti in Italia per istituzioni statali come la Discoteca di Stato; Radio Vaticana; Ministero dei Beni Culturali. Dal 2005 è Consulente Musicale della Radio Vaticana e dal 2006 è Fondatrice e Presidente dell’ Accademia Musicale e Artistica Maria Rosa Coccia di Roma.

Quanto a Pino Caronia un concorso internazionale lo porta a lavorare in Francia per alcuni anni assieme al gruppo d’archi “Ensemble Instrumental Andrée Colson”. Con l’Ensemble partecipa a tournée in Europa, America ed Africa. Nell’89 alla Sala Baldini esegue in concerto unico i 24 Capricci di Paganini. Prende parte a programmi TV con l’Orchestra di Musica Leggera della Rai. Ha collaborato con l’Associazione "Accademia di studi superiori l’Ottocento" con il Quartetto Philarmonia al quale molti compositori hanno dedicato le loro opere. Dal 2005 lavora con Anna Mazzamauro scrivendo e suonando le musiche di scena dei suoi spettacoli.

Ed infine Sara Matteo, affermata pianista del mondo musicale romano e non solo. Forte di un nutrito numero di concerti come solista alla Fondazione Cini di Venezia, al Teatro del Casinó di San Remo remo, alla Radio Vaticana, all’Auditorium Parco della Musica, alla Sala Baldini, ai concerti del Tempietto ecc., accompagna regolarmente al pianoforte il flautista Michele Marasco nei suoi concerti romani e nei corsi di alto perfezionamento flautistico che si tengono all’AIF e alla Scuola di Musica “Anton Rubinstein di Roma” da lei stessa fondata sette anni fa.

Anche il repertorio del Concerto di S. Cecilia in questa bella chiesa di S. Carlo ai Catinari è stato ben vagliato. Si è passati dal Magnificat  di Maria Rosa Coccia a Mozart (Laudate Dominum), a Beethoven (2 romanze per violino e piano), a Rossini (“Inflammatus” dallo Stabat Mater) a Bach (Aria sulla 4 corda, I tempo del Concerto per violino e pianoforte e la Ciaccona per violino solo) a Faurè (1 brano dal Requiem). Davvero un grande concerto.

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