Categorie: Cronaca
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Un nostro cronista aggredito e malmenato a Colli Aniene

Urge la testimonianza dei cittadini che hanno assistito al grave atto intimidatorio svoltosi in pieno giorno

Il 7 gennaio scorso il nostro apprezzato cronista Federico Carabetta è stato aggredito e malmenato a Colli Aniene.

Erano circa le ore 12, quando Carabetta, appena uscito dal supermercato COOP di largo Franchellucci, trovava la sua macchina (in precedenza regolarmente parcheggiata) bloccata contro il marciapiede da un’altra auto posta davanti e di traverso. Oltretutto quest’ultima era parcheggiata proprio sopra il passaggio pedonale, occludendo pure lo scivolo per handicappati.

Mentre Federico faceva faticosamente manovra per liberarsi dal blocco (non poteva infatti neppure retrocedere), sopraggiungeva l’autista responsabile.

Al cenno di fastidio (ma non di offesa) di Carabetta per l’incresciosa situazione, per reazione gli sono stati rivolti insulti ed epiteti quali: “sporco fascista” e “provocatore fascista”. La violenza verbale è proseguita, incontrollata e prolungata.

Carabetta intanto non è riuscito ad aprire la portiera dell’auto perché la persona si opponeva con tutta la forza all’apertura della stessa e, sputando addosso al nostro cronista e reiterando gli epiteti, gli sferrava per giunta pugni al volto. Ogni reazione di Carabetta ha avuto come controreazione esplosioni di ira da parte dell’energumeno, che subito dopo ha cercato di dileguarsi.

Allo scopo di farlo identificare, il nostro cronista l’ha seguito lungo le strade del quartiere, telefonando contemporaneamente ai carabinieri.

Quando alla fine, l’aggressore si è fermato, avendo scorso Carabetta stava di nuovo scagliandosi contro di lui. Provvidenzialmente passava nei paraggi una pattuglia di Vigili Urbani che, dietro richiesta, ha proceduto all’identificazione dell’aggressore che però (guarda lo strano caso) nel punto stesso dove ha deciso di fermarsi – aveva già un testimone a favore che era lì pronto ad attenderlo.

Conseguenza di questo grave atto è che, per un po’ di tempo, Federico Carabetta non riuscirà a continuare nel suo impegno civile attraverso le colonne del nostro periodico, perché tutto dolorante e in preda ad una depressione ansiosa sconvolgente a seguito della violenta e lunga aggressione.

Federico Carabetta ci aveva fatto presente che alcuni suoi articoli, pur rivelatisi nel tempo equilibrati e veritieri, spesso fatalmente, non avevano incontrato il favore di qualche lettore e, per questo motivo, era stato fatto segno di insulti e di minacciosi attacchi verbali.

Ora in questa circostanza però non ci si è limitati al confronto verbale, sia pure vivace ma sempre nei limiti di un confronto democratico. C’è purtroppo da fare i conti anche con la violenza fisica, che per le modalità con cui si è espressa, lascia il forte sospetto che, da parte dell’aggressore, si sia cercata l’occasione per sfogare un odio autentico nei confronti del nostro valente cronista che, incauto, gliel’ha fornita.

Poiché l’aggressione si è svolta in pieno giorno e davanti a numerosissimi passanti, sarebbe doveroso che cittadini del quartiere che vi hanno assistito si facessero vivi per testimoniare quanto hanno visto. Anche perché Federico, a cui va tutta la più convinta e fraterna solidarietà della nostra redazione, versa in un profondo stato di depressione ansiosa che cerca di arginare con l’antidepressivo perscrittogli dal suo medico curante, in attesa di uno specialista.

Ci rifiutiamo di credere che di fronte all’aggressione di una persona, oltretutto anziana ed inerme, da parte di suoi concittadini non si sia pronti a fornire la doverosa testimonianza. Significherebbe fare un passo verso la barbarie, e Colli Aniene non può tollerarlo.

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