

Lettera aperta al Sindaco di Roma, al Presidente del Municipio Roma 5 e al Presidente dell’Istituzione Biblioteche di Roma
La recente apertura al pubblico di due biblioteche scolastiche – quella dell’Istituto Comprensivo Giorgio Perlasca a Pietralata e del Liceo Scientifico Benedetto Croce a Colli Aniene (i cosiddetti Bibliopoint) – vuole essere un elemento innovativo nel panorama culturale del 5° Municipio di Roma, ma riteniamo che il servizio offerto, purtroppo, non potrà svilupparsi adeguatamente se non quando le tormentate vicende della Biblioteca Mozart saranno arrivate a conclusione: da anni, infatti, aspettiamo l’apertura della nuova sede della biblioteca nella ex Vaccheria Nardi, in via Grotte di Gregna.
Solo così potrà considerarsi ricostituito quel punto di riferimento essenziale per la vita culturale del Municipio, già previsto nel 1976 dalla 5° Ciroscrizione con l’approvazione del progetto “per la creazione di una biblioteca pubblica centro culturale (…) di cui si auspica la realizzazione nel Piano regionale di sviluppo delle biblioteche di enti locali o di interesse locale del Lazio (approvato dalla Giunta regionale con delibera del 12 febbraio 1976)”.
Se nel 1976 la Circoscrizione aveva individuato degli spazi nella zona di Casal Bruciato, la nuova biblioteca comunale fu aperta nel quartiere di Tiburtino III, l’ ex borgata che, nei primi anni ’80, fu risanata con l’abbattimento delle vecchie case a due piani e la costruzione di palazzine e di un edificio per i servizi in via Mozart. Purtroppo i locali destinati alla Biblioteca non rispondevano alla nuova normativa sulla sicurezza, per cui fu necessario individuare una sede più ampia e adeguata.
Quando nel 1996 il Casale della Vaccheria Nardi venne acquisito dal Comune; con una mobilitazione di associazioni, di comitati di quartiere e consiglieri circoscrizionali, si avviò una grande consultazione tra i cittadini e le istituzioni per il recupero dei suoi fabbricati da destinare a centro culturale (Risoluzione n, 89 dell’11 ottobre 1996 del Consiglio Circoscrizionale e Risoluzione 103 del 15 novembre 1996) in cui fosse compresa anche la Biblioteca comunale.
Dopo oltre dieci anni si attende ancora il trasferimento della biblioteca nel vicino Casale Nardi.
Questa vicenda assume contorni grotteschi: i lavori di ristrutturazione vanno avanti a singhiozzo e a tutt’oggi non sono ancora terminati. L’apertura viene rinviata da un anno all’altro e difficilmente la nuova Biblioteca Mozart verrà inaugurata nel 2007, proprio in concomitanza con l’anno di “Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma” e la cosa non può che dispiacere.
Non sfuggirà certamente come tutto ciò influenzi negativamenete l’opinione pubblica e il suo rapporto con il 5° Municipio e con il Comune di Roma.
Qualche dato. La popolazione del Municipio è attualmente di circa 200.000 abitanti mentre Biblioteca Mozart ha raggiunto nel corso degli anni il numero massimo di 12.000 iscritti e già da questo rapporto emerge una realtà quantomeno contradditoria. Inoltre la Biblioteca è stata chiusa al pubblico nel 2003 e ha riaperto parzialmente nel 2004 con un servizio di prestito limitato alla Sezione di Lettarature e audiovisivi.
Nel 2005 si è andato intensificando il rapporto con la Scuola elementare di via Fernando Santi che aveva “adottato” la Vaccheria Nardi costituendo una biblioteca scolastica utilizzabile, però, solo dagli alunni; e con la scuola elementare “Gandhi” nel quartiere di S. Basilio.
Si deve ad un importante rapporto con realtà culturali espresse dal territorio se la Biblioteca, nonostante tutto, continua ad essere un punto di riferimento importante, promuovendo attività culturali con il Liceo scientifico Benedetto Croce, l’Istituto Comprensivo Giorgio Perlasca, l’Associazione Spazio Tempo per la Solidarietà, ecc, come abbiamo cercato di testimoniare con i nostri articoli nella rubrica “L’Opinione” del sito istituzionale del Comune di Roma.
Vogliamo sperare che una lettera aperta di utenti della Biblioteca Mozart, rivolta al Sindaco di Roma, al Presidente del 5° Municipio e al Presidente dell’Istituzione Biblioteche di Roma, possa avere una risposta chiara, univoca e impegnativa.
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