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Un’esplosione di fantasia nella Protomoteca in Campidoglio

Successo di pubblico per la presentazione del libro bilingue dell'artista Paola Cenciarelli
di B. L. - 9 Ottobre 2009

Martedì 6 ottobre 2009 in Campidoglio, in un’affollatissima Sala della Protomoteca, si è tenuta la presentazione del volume bilingue (in tedesco ed inglese) Porzellanmalerei – feuerwerk der fantasie! (pittura su porcellana – un’esplosione di fantasia!), scritto da Paola Cenciarelli per la casa editrice tedesca Edition Ars Porcellane. Un evento sorprendente per un libro inconsueto, illustrato con belle foto che rappresentano oltre 30 tra le più significative opere dell’artista, utile da leggere perché contiene pagine sulle tecniche usate e sulle fasi di lavorazione.

Ha svolto il ruolo di padrone di casa il consigliere Daniele Ozzimo che, dopo aver salutato il pubblico, ha ricordato la sua conoscenza di Paola e della sua arte meritevole di essere proposta all’attenzione del pubblico in Campidoglio. “Si tratta – ha affermato Ozzimo – anche di un riconoscimento per un’artista di valore e peri un imprenditrice che, partendo dalla periferia ed in essa operando, ha saputo imporsi a livello internazionale”. L’incontro è stato brillantemente condotto da Barbara Laurenzi in veste di giornalista e di amica di Paola, nonché di testimone assidua dell’attività del Laboratorio di via dei Frassini 126b a Centocelle. Sollecitata dalla conduttrice, Cenciarelli ha illustrato i tratti salienti della sua opera pluriennale nel campo della pittura su ceramica e del restauro, dell’apertura di una scuola dove insegna la sua arte e del suo successo anche all’estero. Ha poi risposto alla domanda su come è nata l’idea di scrivere un libro in cui svela i suoi ‘trucchi’, dando, virtualmente, la parola alla sua editrice, Andrea Hoelzl, attraverso la missiva speditale quando ha saputo di non poter intervenire a Roma. Nella lettera, tradotta e letta da Cecilia, figlia dell’artista, l’editrice, descrivendo la Cenciarelli come “artista indipendente e femminista”, si è detta sicura che in passato sarebbe stata la celebrata musa di artisti come Gauguin. Paola ha poi precisato che il tema femminile, connotato di amore e passione è sempre presente nelle sue opere, aggiungendo: “in ogni mio oggetto deve pulsare la vita, che sia sotto forma umana oppure materica”. Ed è proprio questa passione che l’ha spinta giovanissima, a soli 17 anni, a lavorare nel campo della pittura ed a scegliere quella su porcellana. Descrivendo le tappe cronologiche della sua vita da artista e i motivi caratteriali, familiari e gli avvenimenti della vita che l’hanno avvicinata all’arte e hanno influenzato le sue creazioni l’artista ha coinvolto in un simpatico dialogo l’allieva Barbara Argiolas. La sua esperienza all’estero, dove espone dal 1992 – ha poi confessato Paola – “mi ha dato più sicurezza e più convinzione che la strada che avevo scelto di percorrere era quella giusta, che avevo fatto bene a credere a inseguire il mio sogno ed io in cima al mio libro ho ritenuto giusto inserire una dedica ai miei genitori perché mi hanno insegnato a sognare.” Molto divertente è stato un siparietto in cui la sorella di Paola Simona, definita dalla conduttrice la ‘parte razionale del laboratorio Porcellana e Ceramica, alla domanda sulle difficoltà di lavorare con un’artista dal vulcanico temperamento, si è aperta ad un ampio sorriso di assenso. Il direttore del mensile Abitare A Vincenzo Luciani, ha sottolineato come “il locale e il globale si intrecciano nell’attività artistica di Cenciarelli: tecnica scandinava, influssi mediorientali, tecniche ed esperienze mutuate da tutto il mondo e ricerca in tutto il mondo, ma al tempo stesso: una presenza fedele in un quartiere che ama: Centocelle, di cui conosce ogni piega, dove vanta molti amici ed ammiratori, dove spende il suo talento per fare scuola a tante allieve, giovani e meno giovani. Il legame al territorio e al tempo stesso la dimensione globale della sua visione artistica. Oltre a questo: Il mestiere, l’arte. L’arte non è una cosa da dilettanti (è gioia e tormento; è ispirazione e traspirazione), l’ispirazione e la capacità di sognare e poi il duro, sudato lavoro dell’artista”. L’ultima parte della presentazione è stata dedicata ai ritratti su porcellana della Cenciarelli in cui il suo metodo si discosta da quello tradizionale perché quello su porcellana è sempre stato utilizzato per le lapidi mentre invece lei ha trasformato il ritratto di genere in un’espressione d’arte. Tra i suoi ritratti, particolarmente affascinanti ci sono quelli che hanno per oggetto le figlie Emma e, soprattutto quello, mostrato ed illustrato in conclusione, della figlia Cecilia (entrambe erano sedute alla presidenza) di cui riportiamo qui di seguito la descrizione contenuta nel libro.    Ritratto di Emma, mia figlia ( Portrait of Emma, pag. 31-32-33)    Piastra in porcellana h. 38 cm. – Emma si fa i ricci! Un giorno Emma ha voluto cambiare i suoi capelli e mi ha chiesto di usare dei nastri per farle dei ricci come i miei. Questo ritratto è l’elaborazione di una foto durante l’operazione. Avevo notato che quell’acconciatura metteva ancor più in risalto il suo viso angelico e i nastri bianchi le davano un’ aria romantica. La sua pelle rosea e il suo sguardo vispo mi hanno fatto pensare ad una fresca pioggia di petali di fiore. E’ risultata un’armonia in bianco/porpora   Mia figlia è Rasta!  (My daughter, the Rastafarian! Pag 34-35-36-37)    Piatto tondo, diametro 30 cm, porcellana di Limoges – Il viso di mia figlia Cecilia è molto interessante. Tratti marcati e spigolosi. Ha un aspetto esotico e una pelle ambrata. Ha 18 anni ed è piena di interessi. Ho fatto già molti ritratti su ordinazione e dato che non amo ritrarre una persona fuori dal proprio mondo cerco di raccogliere più dati possibili sui gusti, gli ideali e gli interessi per aiutarmi nella composizione. Mia figlia è un’ottima disegnatrice, ama i viaggi, la musica, il ballo, la lettura, la comunicazione con la gente, ha due gatti e s’impegna molto nel sociale pur essendo fondamentalmente uno spirito libero.   Tutto questo è individuabile in quest’opera che ho intitolato semplicemente MIA FIGLIA E’ RASTA! Cecilia, due anni fa si  fatta fare i Dreadloch e da lì è stata improvvisa l’idea. I capelli così racchiusi in grosse ciocche sotto il sole formano disegni,  giochi di luce, l’ho quindi trasformati in una sorta di sculture di legno. Lo stile etnico era quello che più si avvicinava ai  gusti di mia figlia e ha guidato la mia scelta dei colori. Lo scacco che risalta in primo piano è il cavallo, suo animale e scacco preferito.

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