

Manifestazione, Associazione e raccolta di firme per investire nello sviluppo di farmaci per curare le recidive di malattia che colpiscono oltre l’80% delle pazienti
Ogni anno, in Italia, circa 6.000 donne si ammalano di tumore ovarico e 3.600 muoiono a causa di questa patologia. I fondi per la ricerca non bastano. Per questo è necessario investire nello sviluppo di farmaci per curare le recidive di malattia che, dopo una remissione iniziale, si presentano addirittura nell’80% dei casi. È quanto è emerso alla manifestazione dal titolo “Unite siamo più forti”, un evento organizzato dall’Associazione Lotta al Tumore ovarico (ALTo) per accendere i riflettori sul trattamento di questa patologia discriminata, poco conosciuta e che ancora oggi, soprattutto a causa di opzioni terapeutiche limitate, presenta un altissimo tasso di letalità.
Pazienti e sostenitori si sono ritrovati il 21 marzo 2024 alle 10:30 in piazza dei Santi Apostoli a Roma, per chiedere al governo di stanziare fondi per la ricerca su questa neoplasia poco nota.
Il tumore ovarico è poco comune e migliaia di donne continuano a morire nell’invisibilità; un dramma conosciuto da pochi.
Non esiste ancora uno screening efficace, i sintomi sono vaghi ed aspecifici, e nel momento in cui la malattia può essere rilevata tramite gli esami diagnostici, è quasi sempre già in stadio avanzato.
Lo stadio avanzato alla diagnosi, però, non può più essere considerato un alibi per giustificare l’elevata mortalità di questo tumore.
Attualmente la ricerca scientifica ha fatto grandi progressi, rivoluzionando la prognosi di molti pazienti affetti da altri tumori, grazie ai nuovi farmaci mirati e all’immunoterapia.
La ricerca per il tumore ovarico è invece sottofinanziata da decenni, e in oltre 40 anni è cambiato ben poco per le cure.
Il cancro ovarico non è una sola patologia, ma una famiglia di tumori, tutti gravi e a prognosi diversa, di cui la forma più frequente e aggressiva è il carcinoma ovarico sieroso di alto grado.
La maggior parte delle donne affette da carcinoma ovarico sieroso di alto grado, inizialmente, dopo aver effettuato un intervento chirurgico complesso e 6 cicli di chemioterapia, sperimenterà una remissione di malattia. Sfortunatamente oltre l’80% di queste pazienti andrà incontro ad una recidiva entro i primi 3 anni; a questo punto le terapie disponibili possono dare in pochi casi qualche anno di sopravvivenza, ma le possibilità di cura sono pressoché nulle.
Di relativamente nuovo per queste pazienti vi sono solo i parp inibitori, farmaci a bersaglio molecolare. Questi farmaci hanno dimostrato maggiore efficacia nelle pazienti che presentano una mutazione BRCA, che incrementa il rischio di sviluppare alcuni tumori.
La mutazione ereditaria BRCA è stata messa pubblicamente in risalto dalla nota attrice Angelina Jolie nel 2013.
Circa il 20% dei casi di tumore ovarico sono causati dalla mutazione dei geni oncosoppressori BRCA1 e BRCA2. I parp rappresentano un concreto passo avanti nella cura di questa malattia, si sono dimostrati efficaci per allungare l’intervallo libero da malattia o, in alcuni casi, per impedire che si sviluppi una recidiva. Purtroppo non funzionano su tutte le pazienti.
La sopravvivenza a 5 anni si attesta ancora oggi al 40%, per scendere al 15% a 10 anni.
Ecco perché è urgente avere nuovi farmaci mirati ed efficaci per curare le recidive ed allungare la sopravvivenza: terapie approvate e quindi disponibili per tutte le donne. Questo si può ottenere solo portando a conoscenza dell’opinione pubblica l’emergenza cancro ovarico, e stanziando fondi per sostenere una ricerca scientifica mirata e di qualità.
Raggiungere questo obiettivo, per migliaia di donne malate, significherebbe avere finalmente una prospettiva di vita.
In poco tempo l’Associazione, attraverso una petizione pubblica, ha ricevuto il consenso di oltre 62.000 sostenitori, i quali hanno sottoscritto la necessità di ottenere nuovi farmaci mirati alla cura delle frequenti recidive. Al seguente link puoi firmare la petizione https://chng.it/DLqtVvbF4R
Il sito internetIl link al sito internet dell’associazione Lotta al Tumore ovarico (ALTo) https://altolottatumoreovarico.it
Il collegamento per seguire l’associazione su Facebook
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