Vigilesse a piazza Venezia

Sono belle e gentili ma le multe le fanno lo stesso
di Sabina Cuccaro - 17 Marzo 2009

Torna la pedana dei vigili a piazza Venezia: debutta una donna © Riccardo Auci/Gmt

Le hanno chiamate le reginette di piazza Venezia. Sono le due vigilesse che, dopo 50 anni di “appalto maschile”, ieri mattina sono salite sulla storica pedana, da dove i vigili urbani (maschi, almeno finora) hanno diretto il traffico. In verità, c’era salito anche un pizzardone d’eccezione: Alberto Sordi, l’inflessibile Otello Celletti del film ‘Il Vigile” di Luigi Zampa, che ha reso questa categoria, da sempre indigesta agli automobilisti, un tantino più simpatica.

Ma il 16 marzo 2009 tutti i flash dei fotografi e l’attenzione dei media erano per loro: Alessia Negri, ventisettenne di Napoli, e Alessandra Zappia, trentaduenne di Roma. Brune e di bella presenza, sono state loro le protagoniste della storica giornata per la Capitale che ha visto riprendere a piazza Venezia il servizio, interrotto nel settembre del 2008 per problemi ai sensori della pedana.

«È stato molto emozionante, è la prima volta che una donna sale su questa storica postazione, da sempre presidio degli uomini» ha detto, con un certo orgoglio, la più giovane delle due, Alessia Negri. Lungimirante, invece, la romana Alessandra Zappia: «Spero questo sia un primo passo verso una Polizia municipale che affida alle donne più ruoli di responsabilità». La risposta è arrivata direttamente dal sindaco Gianni Alemanno, presente a congratularsi con le due temerarie che hanno accettato questo ruolo: «Credo sia molto positivo che siano delle donne a cominciare il servizio a dimostrazione che nel Corpo dei vigili urbani si sta attuando una vera e propria parità tra uomini e donne. Affidiamo a queste due vigilesse il compito di rappresentare in modo migliore l’immagine della città».

Ma come ci si sente su quella pedana? «All’inizio spaesate, poi piano piano la situazione torna sotto controllo e ti dimentichi di tutto: pensi solo a dirigere il traffico» ha assicurato Alessandra. Insomma, non è una cosa prettamente da uomini, basta un po’ di concentrazione e buon senso. Il che equivale a dire: fate fare alle donne. Ce sono ben 2.500 nella Polizia municipale. Ma si sa, un passo alla volta (e due vigilesse a pedana). Intanto, il comandante del Corpo, Angelo Giuliani, si è detto molto soddisfatto «che la polizia municipale, nel punto più importante di Roma, sia rappresentata anche dalle donne, colleghe che volontariamente integreranno la squadra che lavora a piazza Venezia. Ritengo che sia un grande riconoscimento nei confronti del gran numero di donne che sono nel nostro Corpo». Cesarino Caioni, comandante del I gruppo ha sottolineato l’importanza di «ripristinare le tradizioni, in linea con le direttive date dal sindaco, in materia di prossimità del vigile nei confronti dei cittadini, e le donne rientrano appieno in questa linea».

Ma fatta l’Italia adesso tocca fare gli italiani, ops, gli automobilisti. Secondo le due temerarie la cosa più difficile è, infatti, farsi comprendere dalle macchina. Chi è alla guida sembra essere un po’ stupito nel vedere capelli lunghi sulla pedana. Molti restano perplessi e si fermano a guardare. Non vorremo che la vigilessa sia causa di incidenti. Ci è bastato l’Albertone nazionale.

Da Libero del 16 marzo


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