VII municipio: primo Consiglio di dicembre al suono degli inni

All'ordine del giorno, rinnovo parziale centri anziani, la non modifica del calendario aperture domenicali e il prolungamento del 541
di Alessandro Moriconi - 3 Dicembre 2008

Il primo Consiglio di dicembre si è aperto al suono degli inni, Fratelli d’Italia e della Gioia.

Al primo punto all’ordine del giorno c’è il rinnovo parziale di molti componenti del vari comitati di gestione dei centri anziani presenti nei quartieri del VII municipio.

Si apre un intenso dibattito dove vengono evidenziate alcune lacune della delibera comunale che regola le attività ludico/culturali e la gestione democratica portata avanti da anziani eletti direttamente dagli iscritti. Nel regolamento non viene fatta chiarezza su norme importanti come la ineggibilità e l’incompatibilità e questo ha fatto sì che alcuni componenti dei comitati di gestione possano ricoprire anche altri ruoli (associazioni, consulte).

L’altro problema sollevato nel dibattito è quello che vede quasi tutti i centri Anziani fare "Cassa" con la compartecipazione degli iscritti ad alcune attività, come il servizio di guardaroba e l’utilizzo di orchestrine durante i pomeriggi danzanti. Una "cassa" che giorno dopo giorno, attività dopo attività, inizia a diventare un vero e proprio "Tesoretto" e chissà  se i tanti abbandoni nella gestione dei centri, non sia forse dovuto proprio alle beghe connesse alla consistenza di questi "tesoretti".
Ma nessuno degli intervenuti nel dibattito, assessore Pungitore compreso, si è posto il problema del perché in quasi tutti i comitati di Gestione dei centri ci sia un vero e proprio "fuggi fuggi" dall’incarico, per ottenere il quale, ci si è volontariamente candidati e dopo una vera e propria campagna elettorale ci si è sottoposti al giudizio degli iscritti attraverso libere elezioni.

Invece niente… all’unanimità, il Consiglio ha rimpiazzato una dozzina di dimissionari (Vice presidenti e consiglieri) attingendo dagli scrutini delle passate consultazioni, affidando un ruolo che giorno dopo si è rivelato sempre più delicato, a soggetti che su centinaia di votanti hanno riportato una sola preferenza: la loro.

Sempre all’unanimità è stata votata una risoluzione con la quale il Consiglio chiede al Campidoglio di non modificare il calendario delle aperture domenicali che attualmente è consentito dal mese di aprile al mese di dicembre e su cui di recente l’assessore al Commercio del Comune di Roma aveva espresso la volontà di una liberizzazione per tutte le domeniche e le cosiddette feste comandate. Un provvedimento che se adottato, darebbe un altro colpo mortale alle miriadi di piccole imprese commerciali.

Ultimo punto all’ordine del giorno, una mozione per chiedere il prolungamento della linea 541, presentata dal capogruppo del Pd.

L’opposizione dopo aver ricordato quanto NON è stato fatto per la linea 556 ha sottolineato che l’atto proposto è sbagliato e che coinvolgere soltanto l’Atac non può portare a nessuna soluzione del problema. E’ indispensabile, a dichiarato Mercuri del Pdl, coinvolgere il Dipartimento in quanto è il solo soggetto deputato a certificare l’esigenza di aumentare o diminuire i servizi che l’Atac e quindi di decidere se aumentare o diminuire la spesa dovuta per il servizio.

Il centrodestra con i suoi 10 consiglieri presenti si è astenuto e la mozione è passata con 11 voti.


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