Vita da vaccherie

Ovvero da Tiburtino III a Casilino 18
di Silvio Cinque - 20 Dicembre 2009

Lunedì 21 dicembre 2009 il Comune verrà a ritirate i giocattoli della mostra organizzata dalle scuole Ferrara, Parri e Verga. Giocattoli creati e donati per altri ragazzi. La festa delle Biblioteche ha avuto una grande partecipazione di classi e genitori che hanno festeggiato con un ricco buffet e goduto dell’intrattenimento musicale organizzato con i ragazzi della scuola e diretto dal professor Donato Tamarazzo. L’iniziativa è stata organizzata in tre Biblioteche (Quarticciolo, Borghesiana e Rodari) dalle professoresse Pinocci e Giordano. Mentre nella ex vaccheria di Borghesiana accadeva ciò, in quella Nardi avveniva la grande inaugurazione. Ma alla Biblioteca Giovenale della Vaccheria di Aguzzano, sta accadendo qualcosa di meno natalizio.
Un augurio alla Biblioteca Giovenale ed a tutti i sostenitori delle vaccherie e delle Biblioteche.

Mi piacerebbe avere anche a Borghesiana l’anello che è appeso nel muro della Biblioteca della Vaccheria Nardi. Una sorta di strumento di dissuasione per ritardatari o bibliotecari fuori lista…, ma anche l’idea che tanto, ma tanto tempo faa… il pastore errante usciva dall’edificio per condurre le sue bestie in quella che, tanto, ma tanto tempo fa, era la campagna romana.

Di quell’agro a colliAniene come a Borghesiana non c’è rimasto più nulla se non reliquie di fontanili, pietre levigate da usi arcani e secolari ed edifici improvvisamente inglobati in un contesto urbano inesorabilmente in espansione o discariche abitate provvisoriamente dagli ultimi della terra: i rom. Ora quei pastori sono diventati cittadini, borgatari prima e cittadini poi e probabilmente i loro pronipoti per sapere cosa sia stato un basto o un tratturo devono andare ad informarsi proprio in biblioteca. E se non basta loro qualche bel libro di carta ecco che la modernità offre una mediateca attrezzata con un numero impressionante di postazioni per i computers portatili e senza fili o uno spazio ragazzi tutto per loro con addirittura una sala per la lettura ad alta voce. Borghesiana o ColliAniene hanno in comune quel bel color ocra che faceva ricordare all’architetto Portoghesi essere questo, insieme ai rosso pompeiano meno usuale, il colore di Roma.

Come Vaccheria di Borghesiana, quella di ColliAniene ha una storia incominciata con via Mozart, mentre quell’altra può vantare un ricordo di anni ’70. Ricordo che porta il nome di Centro8.

Non starò a raccontare dell’inaugurazione della Nardi il 17 dicembre che ha “finalmente restituito alla cittadinanza”…..; che ha finalmente posto fine a quindici anni di sofferenze….”

Eppure queste sofferenze mi incorrono per due buoni motivi. Il primo è un motivo giocato su un ragionamento paradossale. Il motivo è quello che mi fa pensare che la mancanza (o la presenza) di una Biblioteca la si verifica solo quando essa diventa parte della vita delle persone per almeno lo stessa quantità di tempo nella quale era mancata o era presente. (Niente male come paradosso, eh?) Ricordatevi di come siete oggi, amici di Colli Aniene e fra 15 anni potremo confrontare le differenze. In questo però Borghesiana mi conforta di più. Perché Borghesiana ha il vantaggio di essere fuori dal Raccordo Anulare quel tanto che basti a specificare sotto il suo cartello stradale (Comune di Roma). È un ambiente più chiuso ed isolato e perciò più sensibile al cambiamento. Vaccheria Nardi invece deve fare i conti con la città, l’Università, le scuole, la metropolitana ed il nodo di scambio degli autobus. Il presente si confonde col futuro. Migranti e stanziali si mescolano fino a far perdere, a quella antica Vaccheria, i contorni del passato dell’agro romano, per farla diventare un centro culturale d’eccellenza. E allora quella antica sofferenza trova finalmente oggi il suo sollievo. Il secondo è dedicato alle colleghe ed ai colleghi della Biblioteca Mozart, a quanta trepida attesa e sacrificio li abbia legati a questa attesa, a quanto abbiano dovuto adattare ad un ambiente prezioso, utile ed essenziale, ma inadeguato, inadatto e scomodo quale era via Mozart, la loro professionalità, le loro capacità di essere Biblioteca. È un premio che dovrebbe meritare tutta le gente delle Biblioteche quella di conoscere e lavorare in una Biblioteca nuova, adatta e funzionale alla professione. E mi rallegro che finalmente Daniela e Paola e Massimo e Nerina e Nicoletta (mi perdonino altre se le ho tralasciate) abbiano finalmente coronato la loro attesa. [Se in questi motivi trovate qualche riferimento o analogia anche a Borghesiana allora vuol dire che le due realtà così distanti conducono ad un unico sistema che riguarda la cultura popolare].

Adotta Abitare A

La cultura popolare. Che cosa straordinaria. Quando ritorna dopo cicliche assenze sembra essere sempre stata lì in attesa ce ne accorgessimo. La cultura popolare si palpa, si vede, si annusa, si gusta. È tutta intorno a noi e chiede solo la nostra attenzione e cioè uno scampolo di quello che non siamo più disposti a donare: il nostro tempo.

E sembra un luogo senza tempo quello della Biblioteca dove la cultura popolare trova uno spazio di tempo e se lo gioca tutto con un concerto offerto dalla scuola media Franco Ferrara,

una mostra di giocattoli inventati dai ragazzi di tre scuole medie e donati ad altri bambini, ed una grande Festa! [tatta-tarata-tatta-taratatta-taratatin P.F.M.]

Mentre nell’altra ala la festa si sviluppa con una iniziativa sull’India per il progetto “Sguardi dal mondo”, un incontro con gli esperti Maurizo Tirocchi e Romina Malik organizzati dall’Associazione Centro8 che presenta il film “La Maga delle spezie”. Questa è la storia culturale del paese, che fa incontrare le persone per fare festa insieme e donare ad altri ciò che hanno costruito per loro e li fa discutere e parlare di un paese dove le vacche (e le vaccherie) sono sacre. Su questo contesto la Biblioteca opera, spesso in mezzo a grandi difficoltà, la pratica di cultura popolare. Pratica che ritorna dopo cicliche assenze attraverso anche quelle figlie e pronipoti di coloro che abitavano queste antiche vaccherie della campagna romana e che oggi sono tutto tranne che…. guardiani di mucche [De Gregori].

la festa:

http://www.youtube.com/watch?v=_lTEkY2kwWc


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