

Calo di vendite per i fiorai (-20%). Il prezzo di una rosa, in questi giorni, può arrivare a 4 euro
Il calo delle vendite dei fiorai è sicuramente un altro sintomo della crisi economica, ma probabilmente è anche una diretta conseguenza del notevole rincaro dei prezzi dei venditori alle entrate dei principali cimiteri di Roma, in particolare il 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti.
Anche a causa del maltempo, nel solo giorno di Ognissanti, il calo delle vendite è stato stimato fra il 10 e il 15% rispetto al 2009.
A fare concorrenza ci sono certamente i venditori ambulanti, i quali applicano prezzi molto più bassi rispetto alla media del mercato; rose, crisantemi, vasi e piante, possono costare 1 o 2 euro in meno. Considerando che il prezzo di un crisantemo varia da 1 a 7 euro per i più grandi, fino ad un massimo di 15 per i crisantemi nei vasi o insieme ad altri mazzi di fiori, la differenza non è poca.
Inoltre molte persone preferiscono acquistare dai propri fiorai di fiducia, oppure si recano in negozi di altre zone della città, scegliendo spesso fiori finti, o in alcuni casi, portando piante o vasi direttamente da casa, per poter risparmiare.
I giorni del 1 e 2 novembre sono forse i più importanti per chi opera in questo settore. Per la principale associazione rappresentante i fiorai in Italia solo nel giorno del 2 novembre si concentra il 30% di tutta l’attività commerciale annuale del mercato floricolo nazionale.
Per la Codacons, però, i prezzi aumentano se i fiori sono venduti nei pressi dei cimiteri: se il prezzo di una rosa durante l’anno è in media, 1 euro, in questi giorni può arrivare anche a 4 euro.
Anche se i venditori giurano che i prezzi sono rimasti stabili, in questi giorni sono stati rilevati aumenti di prezzo del 100%, rispetto agli altri giorni dell’anno.
Resta il fatto che anche questo settore versa in uno stato di crisi: rispetto allo scorso anno si è registrato infatti un calo di acquisti del 20% nel 2010, nei confronti del 2009.
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