

Ma per il Campidoglio, il primo passo, la mappatura completa del patrimonio, è finalmente compiuto
Nove mesi dopo l’approvazione della delibera capitolina che regolamenta la gestione degli alloggi destinati agli ex custodi scolastici, il piano di recupero procede, ma con più difficoltà del previsto.
Durante la commissione congiunta Patrimonio e Scuola, gli uffici comunali hanno fatto il punto: sono 450 gli alloggi censiti a Roma, ma più della metà resta fuori dalla disponibilità di scuole e municipi.
“Il numero è in revisione – ha spiegato Silvia Romano, funzionaria del Dipartimento Patrimonio –: durante le verifiche emergono spesso nuovi alloggi mai registrati prima. Finora ne abbiamo recuperati 108, di cui 65 già consegnati ai municipi e 43 in fase di riconsegna, con 17 utilizzati dalle scuole”.
A questi si aggiungono 75 alloggi in corso di recupero e 176 occupati da persone potenzialmente aventi diritto Erp. Facendo i conti, circa il 60% resta ancora nelle mani di ex custodi o loro familiari.
Una situazione complessa, figlia di decenni di gestione poco chiara. E non mancano le polemiche. “Italia Viva denuncia scarsa trasparenza e ritardi nella comunicazione dei dati”, attaccano i consiglieri Francesca Leoncini e Valerio Casini. “La delibera 21 del 23 gennaio 2025 impone aggiornamenti trimestrali alle commissioni, ma ciò non è avvenuto. Abbiamo chiesto un accesso agli atti per verificare requisiti, redditi e criteri di assegnazione degli alloggi liberati”.
“La delibera è stata approvata solo nove mesi fa e già abbiamo due relazioni operative – sottolinea Yuri Trombetti, presidente della commissione Patrimonio –. Stiamo raggiungendo gli obiettivi: restituire spazi alle scuole e tutelare chi ha diritto a restare”.
Sulla stessa linea Carla Fermariello, presidente della commissione Scuola: “Abbiamo fatto un lavoro enorme, ora serve continuità. Il bilancio, per quanto complesso, è positivo”.
Intanto gli uffici proseguono con le priorità. “Partiamo dagli istituti con maggiori problemi di spazio – spiega ancora Romano –. Sono già state inviate 25 lettere per regolarizzare le posizioni e un secondo lotto partirà entro fine anno. Finora i ricorsi sono solo sette, un dato che consideriamo buono”.
Resta però un nodo aperto: la fase di consegna degli alloggi alle scuole. “Il passaggio con gli istituti è obbligatorio – ricorda Trombetti –. Sono loro a decidere se tenere o meno l’immobile. Solo dopo, in caso di rinuncia, il municipio può utilizzarlo per altri fini. Ma in alcuni casi, come nel I Municipio, questa procedura viene saltata. Serve maggiore attenzione”.
Un lavoro lungo e ancora in salita, quello sul recupero degli alloggi degli ex custodi. Ma per il Campidoglio, il primo passo – la mappatura completa del patrimonio – è finalmente compiuto.
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