Ambiente Lazio: nel 2025 oltre 81mila controlli dei Carabinieri Forestali

Quasi la metà dell'attività repressiva riguarda il ciclo dei rifiuti e i roghi tossici. Sanzioni per 1,5 milioni di euro e 1.323 persone denunciate

Un’attività capillare, diffusa su tutto il territorio regionale, che unisce tradizione e innovazione investigativa.

È il quadro emerso ieri mattina, dove il comandante della Regione Carabinieri Forestale “Lazio”, il generale di brigata Gianpiero Andreatta, ha illustrato in conferenza stampa i risultati operativi conseguiti nel corso del 2025.

Un anno di lavoro intenso per i reparti dell’Arma dislocati capillarmente nella regione, impegnati nella prevenzione e repressione dei reati ambientali, nella tutela del paesaggio e della biodiversità e nella salvaguardia dell’equilibrio idrogeologico.

Un’azione che si inserisce anche nel quadro della convenzione in vigore tra il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e la Regione Lazio, che disciplina l’impiego dei Carabinieri Forestali nelle materie di competenza regionale.

I numeri di un anno di controlli

Nel corso del 2025 i Carabinieri Forestali del Lazio hanno effettuato complessivamente 81.310 controlli, contestando 1.530 reati e 2.586 illeciti amministrativi. Le persone controllate sono state 17.945: otto gli arresti, 1.323 le denunce in stato di libertà.

Eseguiti inoltre 380 sequestri penali e 94 amministrativi, oltre a 22 perquisizioni delegate dall’autorità giudiziaria.

Le sanzioni amministrative elevate ammontano complessivamente a oltre 1,5 milioni di euro.

Un dato significativo, che accompagna un altro elemento evidenziato dal comando regionale: l’aumento del 5 per cento dei reati perseguiti rispetto all’anno precedente e, soprattutto, il netto incremento delle violazioni attribuite ad autori noti, segnale di un’attività investigativa sempre più mirata.

Rifiuti e discariche: quasi metà dell’attività repressiva

Il settore più critico resta quello dei rifiuti, che da solo rappresenta il 49 per cento dell’intera attività repressiva regionale. Nel corso dell’anno sono stati effettuati 9.259 controlli, con 524 reati accertati, cinque arresti e 641 persone denunciate. Eseguiti anche sette perquisizioni e 168 sequestri penali.

Sul fronte amministrativo sono stati contestati 267 illeciti, per un totale di oltre 372 mila euro di sanzioni, con 26 sequestri amministrativi. Un impegno considerato strategico per le ricadute che la gestione illecita dei rifiuti ha non solo sull’ambiente, ma anche sulla salute umana.

Particolare attenzione è stata riservata al contrasto dell’abbandono incontrollato dei rifiuti e ai cosiddetti “roghi tossici”, utilizzati per smaltire illegalmente materiali speciali e pericolosi.

Inquinamento di aria, suolo e acque

Rilevante anche l’attività di contrasto all’inquinamento ambientale. I 1.501 controlli effettuati su suolo, aria e corpi idrici hanno portato all’accertamento di 106 reati, con la denuncia di 116 persone all’autorità giudiziaria. Le sanzioni amministrative elevate sono state 98, per un importo complessivo di quasi 189 mila euro.

Controllo del territorio e abusivismo

Il comparto che ha assorbito il maggior numero di interventi è stato quello del controllo del territorio: vincoli idrogeologici e paesaggistici, edilizia, attività estrattive, formazioni forestali e tagli boschivi.

In questo ambito sono stati effettuati 42.514 controlli, accertati 298 reati e denunciate 314 persone. Gli illeciti amministrativi contestati sono stati 901, per un totale di oltre 492 mila euro di sanzioni.

Tutela degli animali e delle risorse naturali

Grande attenzione anche alla tutela della fauna, sia selvatica sia d’affezione e da allevamento. I controlli effettuati sono stati 9.210, con 123 reati accertati, 77 denunce e 533 illeciti amministrativi, per un importo complessivo di 120 mila euro.

Per garantire la salute degli ecosistemi forestali, i Carabinieri Forestali hanno inoltre vigilato sul rispetto delle norme relative al prelievo di legname e dei prodotti del sottobosco, come funghi e tartufi: 3.604 i controlli, quattro i reati accertati e 311 sanzioni amministrative per quasi 100 mila euro.

Incendi boschivi: Latina e Frosinone le più colpite

Altro fronte cruciale è quello degli incendi boschivi. Nel 2025 nel Lazio si sono registrati complessivamente 304 incendi, concentrati soprattutto nelle province di Latina (149) e Frosinone (93). Fondamentale l’impiego del Metodo delle Evidenze Fisiche (MEF), che consente di individuare il punto di innesco dei roghi e di risalire alle responsabilità.

Nel corso dell’anno sono stati effettuati 2.630 controlli, denunciate 31 persone per il reato di incendio boschivo e contestati 262 illeciti amministrativi per oltre 70 mila euro.

Dalla montagna alle scuole

Tra le attività specialistiche spicca il lavoro del Centro Meteomont “Appennino Laziale”, che attraverso otto stazioni di rilevamento ha garantito la produzione costante dei bollettini valanghe, fondamentali per la sicurezza di escursionisti e scialpinisti.

Rilevante anche l’azione dell’Unità Cinofila Antiveleno, impiegata nella prevenzione e repressione dei reati di avvelenamento della fauna: 87 gli interventi effettuati nel 2025.

Accanto alla repressione, resta centrale l’educazione ambientale, con numerose iniziative nelle scuole di ogni ordine e grado, culminate nella Giornata nazionale degli alberi del 21 novembre.

Infine, l’appello ai cittadini: segnalare incendi boschivi e comportamenti dannosi per l’ambiente attraverso il numero verde 1515. Perché la difesa del territorio, sottolineano i Forestali, è una responsabilità condivisa.


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