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Basf, verso la delocalizzazione?

Incontro in Provincia dei Comitati dei cittadini di Settecamini, Case Rosse e Setteville rcevuti in

Apprendiamo dai Comitati dei cittadini di Settecamini, Case Rosse e Setteville che risiedono intorno alla Basf ex Engelhard, di una fondata speranza: parrebbe che il loro incubo presto possa avere fine.

Incubo che si chiama Basf, la fabbrica dell’oro e dei veleni. E’ utile ricordarlo:  si tratta di una propaggine di una multinazionale che dagli anni ’50, nel suo sito di via di Salone a Roma, è specialista nello smaltimento di catalizzatori esausti di ogni genere rigettati da industrie chimiche e farmaceutiche di tutta Europa. Vengono valutati intorno a migliaia di tonnellate questi catalizzatori che vengono ininterrottamente smaltiti spargendo veleni nell’atmosfera e sul suolo. Da questa attività la Basf ricava (e ne fa floridissimo commercio) metalli preziosi e rari. Di fronte a questo colosso a nulla sono servite negli anni le ripetute interpellanze parlamentari, le denunce delle Associazioni Ambientalistiche, di Italia Nostra, dei mass media e delle proteste di migliaia di cittadini affinché la fabbrica dell’oro e dei veleni venga allontanata dai centri abitati.

Lunedì 11 luglio 2011 però si sono riaccese le speranze di veder delocalizzata questa pericolosa realtà e veder finalmente risolto l’ormai antico problema, perché i rappresentanti dei cittadini dei nominati quartieri periferici di Roma Capitale, si sononuovamente incontrati con la Provincia di Roma rappresentata dall’Assessore all’Ambiente e al Territorio Michele Civita  e i Direttori degli Uffici tecnici, l’Ing. Vesselli ed il Dr. Capitani.

La riunione e per le informazioni ricevute e per il futuro approccio più diretto stabilito con l’Assessore Civita è ritenuta dai Comitati molto proficua anche perché l’Assessore si è palesato disponibile a individuare una nuova collocazione nell’ambito della Provincia di Roma dove trasferire lo stabilimento. L’Assessore (secondo chi scrive molto ottimisticamente), già ravvisa la necessità che il Comune di Roma prepari un piano di valorizzazione urbanistica dell’area in cui attualmente insiste lo stabilimento Basf in quanto il vecchio protocollo d’intesa stipulato dall’Assessore Morassut con l’allora Engelhard, prevedeva nell’area la concessione di nuove edificazioni residenziali e direzionali per 50.000 mc.

Anche il Comune di Roma si è posto lo stesso obiettivo della delocalizzazione, ma è necessario che la Basf accetti di sedersi intorno ad un tavolo. Per raggiungere questo scopo è necessario che la Provincia e il Comune uniscano le loro risorse per attuare il Piano di Sorveglianza permanente sulle emissioni in atmosfera predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità mediante controlli 24 ore su 24 all’esterno dello stabilimento.

I comitati hanno rappresentato che oltre l’inquinamento atmosferico, non è da sottovalutare quello dei suoli che deve essere certamente rilevante nel raggio di 300-400 metri dall’inceneritore dell’industria chimica.

Proprio in questo raggio vivono circa 350 famiglie e – all’ombra della ciminiera della Basf – opera incredibilmente anche un asilo nido.

Ora non rimane che sperare che i risultati dei controlli all’esterno dello stabilimento, svolti correttamente, saranno tali da costringere il Sindaco Alemanno ad emettere un’ordinanza di chiusura dell’inceneritore. Atto a cui la Basf non si potrà sottrarre, a meno che non accetti la delocalizzazione. Nel frattempo, il 28 giugno scorso, anche l’industria  ha iniziato i controlli delle emissioni che dureranno un mese, praticamente tutto luglio. Poi li ripeterà nel mese di ottobre. Questi controlli sono prescritti per la concessione dell’A.I.A (Autorizzazione Integrata Ambientale) e vengono effettuati secondo un protocollo di monitoraggio predisposto dalla stessa Basf tramite una Società da essa incaricata e approvato dall’ARPA.

I Comitati, da un primo esame sommario del protocollo lo ritengono di parte e di nessuna validità per diversi motivi. Di conseguenza elaborando un documento dettagliato. Durante il mese di luglio i Comitati fanno appello ai cittadini perché verifichino se i cattivi odori abbiano a diminuire o addirittura momentaneamente scomparire come avvenne opportunamente nell’estate 2004 allorquando furono attivati i medesimi controlli.

Lo stesso lamenta di non essere ancora riusciti ad ottenere dal dr. Scozzafava Direttore del V Dipartimento alla Salute del Comune di Roma, una copia del Protocollo di sorveglianza dedicata, preparato dall’Istituto Superiore di Sanità come ancora attendono il comunicato sull’inizio dei controlli secondo l’accennato protocollo.

In conclusione, se con quest’ultimo incontro si è aperto un canale diretto tra i Comitati e l’Assessore Civita, molto aperto al dialogo, la stessa cosa non avviene con il Comune di Roma, poiché non si riesce ad individuare un rappresentante politico con cui colloquiare e benché il dr. Scozzafava, Direttore del V Dipartimento, che ha ricevuto la delega dal Sindaco sul problema Basf, stia svolgendo un ottimo lavoro.

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