

L'ordinanza d'urgenza autorizza le autobotti a prosciugare 12 bocchette antincendio per salvare l'infrastruttura ecologica della città
Cinquantasei giorni di cielo plumbeo ma senza neanche una goccia di pioggia, il termometro incollato verso l’alto e l’estate più torrida dell’ultimo quarto di secolo che picchia sulle strade di Roma. A farne le spese, oltre ai cittadini soffocati dall’afa, è la sterminata foresta urbana della Capitale.
Ma se i grandi pini e i lecci secolari resistono attingendo alle falde profonde, per le migliaia di giovani alberelli messi a dimora di recente la condanna a morte per disidratazione è quasi scritta.
Per evitare l’ecatombe ecologica e un formidabile autogol finanziario, la giunta guidata da Roberto Gualtieri ha dovuto firmare un’ordinanza contingibile e urgente: via libera all’utilizzo delle bocchette antincendio della città per riempire d’acqua le autobotti delle ditte d’appalto.
L’operazione, avallata dalla Protezione Civile per garantire che i presidi di pubblica sicurezza non vengano intaccati, punta a dissetare in extremis una flora fragile e costosa.
Molte delle nuove piantumazioni sono state infatti finanziate con i fondi del Pnrr e con le risorse destinate ai cantieri del Giubileo: vederle seccare prima ancora di aver attecchito significherebbe mandare in fumo un investimento milionario con il rischio, tutt’altro che remoto, di configurare un danno erariale per le casse del Comune.

I prelievi straordinari di risorsa idrica serviranno a rifornire le squadre operative attive su gran parte dei Municipi capitolini.
La mappa delle zone coperte dal piano d’emergenza disegna la geografia dei recenti interventi di restyling urbano:
I nodi del Giubileo e i grandi parchi: sotto la lente d’ingrandimento finiscono le nuove piantumazioni di piazza Risorgimento, piazza Pia, viale Mazzini e dell’area verde di Centocelle.
Le arterie stradali rinfrescate: idratazione forzata lungo via Carlo Felice, via Ugo De Carolis, via Cernaia, via Corridoni, via Monte Zebio, via Stamira, Villa Gordiani, viale Europa, via Leone XIII, via Aurelia, via di Torrevecchia, via Cesare Ferrero di Cambiano e la fascia pinetata di via di Castel Fusano.
I punti di rifornimento per le autobotti: gli operatori dei Municipi I, IV, VII, XII, XV e X sono stati autorizzati ad allacciarsi alle prese antincendio di Balduina, Val Melaina, Corviale, Eur, Flaminio, Laurentina, Appio Latino, Monteverde, Tiburtino, Collatino, Aurelio e La Storta.
Non si tratta solo di una questione estetica o di decoro urbano. Come sottolinea la stessa ordinanza capitolina, la vegetazione cittadina costituisce una vera e propria infrastruttura ecologica: un polmone capace di mitigare l’effetto “isola di calore” sui quartieri d’asfalto, assorbire i veleni dell’inquinamento atmosferico e offrire ombra e refrigerio alle fasce sociali più esposte alle impennate termiche, a partire da anziani e bambini.
«Siamo di fronte alla stagione estiva più infuocata degli ultimi venticinque anni — puntualizza l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi —. Abbiamo affrontato le ripercussioni della crisi climatica disponendo un incremento della frequenza d’irrigazione per garantire la sopravvivenza dei nuovi impianti in tutto il territorio urbano».
L’indicazione partita dagli uffici del Dipartimento Ambiente agli enti territoriali parla chiaro: abbeveraggio delle alberature stradali aumentato del 50 per cento e interventi potenziati all’interno dei parchi.
Una corsa contro il tempo indispensabile anche in vista del futuro: la programmazione agronomica per la stagione autunno-primavera prevede infatti la posa di altre 15 mila piante per riempire le “tazze” vuote dei marciapiedi romani. A patto che ci sia ancora acqua sufficiente per vederle crescere.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.