Carbonara al pomodoro e tutela del Made in Italy

Come osate chiamare “carbonara” la “Smoky Tomato Carbonara”?
Alice Sola - 25 Febbraio 2021

Che gli americani mettano l’ananas sulla pizza è cosa nota, ma la “Smoky Tomato Carbonara” ci mancava! Lo spirito libero americano a volte li porta completamente fuori strada, ma ad andare fuori strada è la voce autorevole del New York Times allora il web si ribella, soprattutto quando si tocca uno dei tasti più dolenti per noi italiani: la cucina.

 

Sulle pagine del notiziario statunitense dedicate alla cucina gourmet è apparsa una rivisitazione del classico piatto romano (la carbonara): la “Smoky Tomato Carbonara” che vede tra i suoi ingredienti principali il pomodoro affumicato che si unisce alle uova e al bacon.

Per noi romani, un autentico affronto.

“La carbonara è la punta dell’iceberg della falsificazione del Made in Italy a tavola che nel mondo ha superato i 100 miliardi di euro con gli Usa al primo posto”. Questo il commento da parte di Coldiretti in risposta a questa ricetta rivisitata della carbonara.

Il tipico piatto romano che tra gli ingredienti principali vede il guanciale, il pecorino romano, il pepe e le uova è stato stravolto e la Coldiretti evidenzia come la versione americana del nostro gioiello è una vera e propria falsificazione.

Parliamo di “prodotto tarocco” perché il pecorino viene sostituito dal Parmesan, il guanciale dal bacon e in più si aggiunge il pomodoro. Il Bel Paese è vittima di continue falsificazioni e imitazioni dei suoi prodotti tradizionali, non essendoci una chiara tutela dei prodotti Made in Italy, c’è una proliferazione di prodotti alimentari taroccati all’estero sulla base dei nostri prodotti.

La pizza, il parmigiano, il prosciutto, la mozzarella, il pesto (e non solo) sono prodotti che in tutto il mondo vengono imitati: dobbiamo batterci affinché ci sia una tutela internazionale di quelli che noi consideriamo vero e proprio patrimonio nazionale.

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Se il Made in Italy in materia di cibo e prodotti venisse tutelato dalla continua contraffazione alimentare internazionale, le esportazioni all’estero dei beni italiani potrebbero triplicare. Tutto questo è causa tanto di danni economici quanto di immagine.

La Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti stima che fuori dai nostri confini nazionali vengano riprodotti due prodotti alimentari italiani su tre, con il mercato mondiale delle imitazioni di cibo italiano che ha un valore superiore ai 100 miliardi di euro.

Possibile che ancora non ci sia una politica che si interessi e tuteli a pieno quello che potrebbe essere il nostro “oro nero”?


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