Carceri romane: più controlli e formazione, ma il sovraffollamento resta un’emergenza

Nel corso dell’anno sono stati oltre 170 gli accessi ispettivi effettuati in istituti penali per adulti e minori, CPR, case famiglia e strutture di accoglienza

Un carcere che non sia solo un luogo di pena, ma anche di possibilità. È questa la direzione tracciata dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone, che ha presentato in Campidoglio la sua relazione annuale sul 2024. Un documento denso di numeri, criticità, ma anche di iniziative concrete che provano a restituire dignità e speranza a chi si trova ai margini della società.

Nel corso dell’anno sono stati oltre 170 gli accessi ispettivi effettuati in istituti penali per adulti e minori, CPR, case famiglia e strutture di accoglienza. Una rete capillare di monitoraggio che ha fatto emergere, ancora una volta, le ferite strutturali e sociali del sistema detentivo romano.

Ma il 2024 è stato anche l’anno di un cambio di passo. Grazie a un protocollo d’intesa tra Roma Capitale, Città Metropolitana e Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, è nato il primo corso professionale rivolto ai detenuti e riconosciuto dalla Regione Lazio.

Il progetto, dal titolo simbolico “Fratelli tutti”, ha formato 35 detenute e detenuti di Rebibbia (sezione femminile e Nuovo Complesso) nella manutenzione del verde. “Progetti come questi restituiscono dignità e offrono reali opportunità di reinserimento”, ha sottolineato Calderone.

Tra le misure più tangibili figura anche uno stanziamento comunale di 35mila euro per l’acquisto di 200 “kit di uscita” destinati a persone prossime alla fine pena e in situazione di fragilità: borsoni, buoni pasto, biglietti per i trasporti e una guida ai servizi essenziali, realizzata con il supporto della Comunità di Sant’Egidio. A questi si aggiungono 750 ventilatori distribuiti nei penitenziari, per contrastare le temperature torride dell’estate.

Tuttavia, le ombre restano pesanti. Il sovraffollamento è ormai una costante drammatica. A Regina Coeli, al 30 giugno 2025, erano 1.092 i detenuti presenti, contro una capienza regolamentare di 628 posti, ridotti a 566 per motivi strutturali.

Non va meglio a Rebibbia Nuovo Complesso (1.571 detenuti su 1.057 posti disponibili) o al Rebibbia femminile, dove si contano 369 detenute per 265 posti. Anche l’accesso alle visite mediche specialistiche risulta in netto calo.

“Questi dati parlano di un peggioramento delle condizioni di vita in carcere e vanno letti con grande attenzione. Senza percorsi reali di reinserimento, questi numeri cresceranno ancora”, ha avvertito il sindaco Roberto Gualtieri, sottolineando il valore “civile e morale” del diritto a un futuro anche per chi ha sbagliato.

Un messaggio condiviso dalla presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, che ha annunciato un consiglio straordinario all’interno del carcere di Rebibbia il prossimo 23 settembre. “Questa relazione interroga la coscienza delle istituzioni. Non è giusto che chi ha sbagliato non possa avere una seconda possibilità”.

Relazione 2024 Garante dei diritti delle persone private della libertà personale

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento