Casapound organizza un convegno su ‘i contributi storici del fascismo all’igiene mentale/razziale’

Carla di Veroli(XI Municipio): "inaccetabile lo svolgimento di un simile convegno, il Sindaco vigili"
Enzo Luciani - 26 Giugno 2009

“Denuncio l’attività dell’Associazione di Promozione Sociale ‘CasaPound’ che ha organizzato per venerdi 26 giugno, presso la sua sede di via Napoleone III un convegno dal titolo Mens sana in corpore sano – Contributi storici all’igiene mentale/razziale da Freud ai giorni nostri” – dichiara Carla Di Veroli, Assessore alle Politiche Culturali del Municipio Roma XI – “Un convegno che avrebbe potuto anche essere di qualche interesse, ma che tradisce nel materiale suo materiale pubblicitario, il chiaro intento revisionista e nostalgico sul tema della psichiatria e dell’eugenetica, studio dei metodi volti al perfezionamento della specie umana. Una disciplina utilizzata dal regime fascista per il “miglioramento della razza” che ha fortemente contribuito in Italia e in Europa al criminale progetto di persecuzione e sterminio di ebrei, portatori di handicap, rom e omosessuali. Un convegno, quello di CasaPound, che viene così definito dai suoi organizzatori: “….un escursus storico sul pensiero medico della salute mentale per riportare alla luce i contributi scientifici ed etici apportati nell’igiene mentale dalla civiltà fascista. Un viaggio revisionista tra le distorsioni storiche della psichiatria di sinistra che ci aiuterà a riscoprire il valore politico delle discipline della salute mentale e dell’eugenetica al servizio della patria”.
“Chiedo pertanto – continua l’Assessore Di Veroli – accogliendo anche le sollecitazioni e preoccupazioni dell’Associazione Nazionale Ebraica Miriam Novich, che il Sindaco Alemanno vigili con attenzione sulle attività di un’Associazione a cui, in occasione del convegno “Il piano regolatore e lo sviluppo urbanistico della città” del 17 aprile u.s. non ha fatto mancare il patrocinio del Comune di Roma; è infatti inspiegabile che nella stessa città favorisca la nascita del Museo della Shoah e consenta lo svolgimento di simili convegni, anche alla luce della tanto declamata amicizia nei confronti della Comunità Ebraica di Roma”.
 


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