Municipi: , , | Quartiere:

Case popolari ex Enasarco: la roulette dei punteggi, le clausole per ceti “affidabili” e l’ira degli sfrattati

Il Campidoglio apre le candidature per 25 appartamenti nel Municipio IV. Tra paletti sulla solvibilità e corsie preferenziali per categorie specifiche, scoppia la protesta del sindacato degli inquilini

L’estenuante vicenda dell’emergenza casa nella Capitale si arricchisce di un nuovo, dibattuto capitolo.

Lo scorso 7 agosto è arrivata la firma del Dipartimento Patrimonio ed ERP di Roma Capitale: un atto che dà ufficialmente il via al primo avviso d’assegnazione a carattere speciale per il patrimonio immobiliare ex Enasarco, i cui dettagli sono stati recentemente pubblicati sui canali istituzionali dell’amministrazione.

Sul piatto c’è soltanto un assaggio del piano complessivo: 25 appartamenti pronti alle chiavi in mano nel territorio del IV Municipio — per l’esattezza 20 unità abitative posizionate lungo viale Palmiro Togliatti e 5 nell’edificio di via Sacco e Vanzetti — estratti dal pacchetto di 338 immobili che il Campidoglio aveva riscattato all’inizio dell’anno.

Trattandosi di stabili a composizione “mista”, la Giunta ha dovuto strutturare un meccanismo selettivo ad hoc, subordinato a un preventivo studio d’impatto sociale.

Una scelta con cui la politica capitolina promette di soddisfare il bisogno d’alloggio evitando, al contempo, di incrinare gli equilibri di palazzo: quegli stessi stabili erano stati infatti teatro, nei mesi passati, di dure polemiche con le rappresentanze di quartiere sostenute dall’opposizione di centrodestra.

La verifica della sostenibilità economica e la mappa dei punteggi

Per garantire il bilanciamento nella vivibilità degli spazi comuni e prevenire potenziali insolvenze sulle rate condominiali, il regolamento impone tra le clausole d’accesso un controllo preventivo sulla stabilità finanziaria dei richiedenti.

Nel dettaglio, la somma totale calcolata tra l’affitto a canone moderato e la quota fissa destinata alle spese di gestione (fissata a 150 euro mensili) non dovrà superare la soglia del 30% del reddito netto del nucleo familiare, rilevato dalle ultime attestazioni fiscali.

La possibilità di presentare istanza è riservata a chi figura già utilmente inserito nella graduatoria ERP generale e ha affrontato uno sfratto incolpevole (con esecuzione avvenuta nei cinque anni precedenti o notificato nei dodici mesi prima dell’uscita del bando), oltre alle donne inserite nei programmi dei centri antiviolenza.

La griglia dei punteggi attribuisce inoltre un canale preferenziale ai lavoratori impiegati nei settori dei servizi pubblici essenziali — mobilità, nettezza urbana, sicurezza, sanità e mondo della scuola — oltre a chi attesta comprovati legami lavorativi, scolastici o di cura all’interno dello stesso Municipio IV.

Il dibattito politico e le critiche dell’Unione Inquilini

Se da un lato i vertici politici capitolini — tra cui l’assessore alle Politiche Abitative Tobia Zevi e il presidente della commissione Casa Yuri Trombetti — difendono la misura evidenziando la trasparenza dei parametri impiegati per sostenere le famiglie in difficoltà senza innescare conflitti di quartiere, dal versante dei diritti sociali si sollevano rigide contrarietà.

L’Unione Inquilini, ha contestato fermamente l’impostazione del bando, stigmatizzando soprattutto la scelta di tagliare fuori dai requisiti chi ha subito provvedimenti esecutivi per morosità semplice, ovvero la tipologia che rappresenta la quasi totalità degli sfratti operati sul territorio romano.

I nuclei familiari in possesso dei requisiti previsti potranno inoltrare formale domanda esclusivamente per via telematica tramite l’accesso SPID sul portale di Roma Capitale, entro e non oltre il termine tassativo delle ore 23:59 del 5 ottobre 2026.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento