

L’Amni Onlus ha interrotto dal 6 maggio l’assistenza ai suoi pazienti per mancanza di fondi
Il Centro studi Microcitemie è in attesa di risposte e di una risoluzione per la riapertura della sua storica struttura. Il Centro di studi della Microcitemia di Roma rappresenta da 60 anni un’eccellenza nel Lazio nel campo della diagnostica e della prevenzione dell’Anemia Mediterranea e delle emoglobinopatie, ma da alcune settimane si è visto costretto ad interrompere l’erogazione dei servizi di diagnostica e di assistenza sanitaria, avendo esaurito le proprie risorse economiche.
Tutto questo a causa del mancato finanziamento regionale del 2015, l’Anmi Onlus (Associazione Nazionale per la Lotta Contro le Microcitemie in Italia) si è vista così obbligata ad interrompere il 6 maggio scorso l’assistenza a migliaia di pazienti che ogni anno potevano usufruire gratuitamente dei servizi di diagnostica emoglobinica e delle indagini di biologia molecolare per la prevenzione, nei propri figli, di patologie insidiose e devastanti come le talassemie.
Fabrizio Santori, membro della Commissione Salute della Regione Lazio, in una nota considera “La recente chiusura del Centro Studi Microcitemie di Roma – Anmi Onlus, struttura d’eccellenza specializzate nella cura e nella prevenzione delle talassemie ed emoglobinopatie, una manifestazione del fallimento e dell’incompetenza del Governo Zingaretti responsabile del mancato rinnovo della convenzione annuale”.
Al momento il Centro attende una prima risposta attraverso la pubblicazione della decisione in merito dell’audizione del Consiglio regionale del Lazio di giovedì 21 maggio.
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