Colli Aniene chiede più sicurezza

Soprattutto nelle ore serali e notturne. A maggior ragione dopo la drammatica vicenda di Matteo

Il pomeriggio del 13 aprile 2022, mezzora prima del grande appuntamento per la veglia, siamo stati in Viale Sacco e Vanzetti dove c’era già una grande folla. proprio nel luogo del ritrovamento di Matteo Valentini, con molti i giovani accorsi per manifestare con cartelli e striscioni, commossa solidarietà alla mamma e al fratello e la voglia di conoscere cosa sia effettivamente accaduto. Ci facciamo largo, ed avviciniamo il fratello di Marco, un giovane robusto e deciso che garbatamente dice di non poter rispondere a domande ma che le ultime notizie fanno ben sperare.

Nel frattempo da un altoparlante si alza la voce della mamma di Matteo. Parla e tutti vivacemente mostrano di condividere che non sia tollerabile quanto accaduto. Una mamma non può salutare un figlio vivo, in compagnia degli amici di sempre, per poi ritrovarlo, dopo ore di ricerche angosciose, in un letto di ospedale con il cranio rotto a combattere per la vita. Mentre potrebbe esserci chi può aver visto, sentito, ma esita di fornire almeno qualche indizio per far ricostruire i fatti e condurre ai colpevoli. Abitazioni infatti sono lì, a portata di voce e di occhi, e non sembra verosimile che nessuno abbia qualcosa da riferire, anche perché Matteo, sa chi lo conosce, ha una voce stentorea e non sembra possibile che, sentitosi minacciato, in pericolo e colpito, non abbia lanciato neppure una invocazione, un urlo. Sono tutti concordi nel dire che non è accettabile – in un quartiere che di sera diventa quasi deserto – l’assenza di un qualsiasi presidio di polizia, quando è inquietante per chi rincasa a tarda ora, percorrere strade in alcuni punti anche scarsamente illuminate.

Ci avvicina un uomo di mezza età; abita a Colli Aniene da più di trent’anni e prima è stato sempre in zona e dice che non ricorda fatti di così forte violenza. Non è forse questo il caso ma, sempre più spesso, ci sono episodi di aggressività da parte di giovani che poi pagano salato il prezzo delle tante inadeguatezze ed inefficienze. L’uomo prosegue: qui, ma non solo qui a Colli Anienei, la sera tutto cambia e l’idilliaco rischia di lasciare posto all’incubo. Ma sono solo in pochi a dare l’impressione di accorgersene e a dare il giusto peso a quello che giorno… anzi, sera dopo sera, va maturando.

Questo purtroppo non è potuto emergere durante “Colli Aniene 50 anni… e poi” l’incontro dell’8 aprile scorso a Via Meuccio Ruini, nell’ambito di Benvenuta Primavera. Un incontro durante il quale, presente anche l’assessore municipale alla Cultura Maurizio Rossi e gli altri partecipanti, è stato solo accennato il problema sicurezza e non ci sono stati come partecipanti i cittadini o i loro rappresentanti per cogliere l’occasione di un dibattito pubblico per rappresentare – con cognizione e determinazione – la realtà della insicurezza di un quartiere di circa 30mila abitanti all’assessore quale rappresentante del presidente del municipio e poi, all’assessore stesso come assessore delle Politiche Culturali, Sport, e quant’altro, le necessità dei giovani di Colli Aniene.

Ora non c’è che da sperare innanzitutto che Marco si salvi, non abbia conseguenze dal terribile fatto, e torni a casa e alla vita di tutti i giorni, mentre la polizia riesca a ricostruire la causa che ha scatenato tanta violenza, come e chi può essere stato l’autore assicurandolo alla giustizia.

Il certo è che Colli Aniene continua da tanti, troppi anni inutilmente ad invocare la presenza più tangibile delle Forze dell’ordine perché dalle 22 in poi, di gente in giro se ne vede poca ma, in compenso ci sono i giovani di tutti i generi, da quelli tranquilli a quelli che tanto tranquilli proprio non sono, e sono l’incubo di tutti, giovani e meno giovani e che si rivelano all’occorrenza sicuramente e gratuitamente pericolosi.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento