Convenzione tra Regione Lazio e Inps

I medici legali dicono no alla delega degli accertamenti sanitari all’Inps
di di Patrizia Miracco - 28 Ottobre 2011

I responsabili della Medicina legale delle Ausl del Lazio (eccetto l’Ausl di Frosinone) in audizione, giovedì 27 ottobre, alla Pisana. Motivo dell’incontro i disservizi causati dall’introduzione della legge 102/2009 che prevede la possibilità di stipulare una convenzione tra la Regione Lazio e l’Inps, per il passaggio degli accertamenti sanitari nell’ambito della Invalidità Civile.

Alla presidente della Commissione Sanità, Alessandra Mandarelli (LP) e a tutti i componenti presenti – Giulia Rodano (Idv) Enzo Foschi (Pd) e Franco Dalia (Pd) – è stato presentato un documento dove i dirigenti delle Ausl sostengono che “le accuse dai vertici dell’Inps alla dubitata capacità valutativa dei medici Ausl hanno il chiaro intento di ottenere dalla Regione Lazio la delega per avocare a sé le competenze sanitarie in ambito di Invalidità Civile, al fine di fare cassa e non giustizia”.

“I disservizi – spiega Domenico Lo Vecchio, dirigente Medico-Legale Ausl Rm/G – partono dal sistema informatico non funzionale, produttivo di un verbale scarsamente intellegibile su calendarizzazioni non cronologiche, anche per pazienti neoplastici. Inviti bizzarri e fuorvianti anche per modalità geografica che non prevedendo il Cap, spesso spedisce le pratiche del Lazio ad Alghero, solo perché l’interessato è residente in via Alghero a Roma. Imposizioni di verifiche anche all’operato dei propri stessi medici e sulle rivedibilità, invece chiaramente attribuite alle commissioni Asl. Ritardi nei procedimenti con verbali ancora non pervenuti ai titolari di diritto a distanza di oltre dieci mesi dalla visita e giacenza di oltre 14.000 pratiche nelle sedi Inps. Un meccanismo che tende a delegare non solo la parte amministrativa ma anche quelle competenze che da sempre sono dei medici legali delle Asl. Nessuno ha fatto rilevare la differenza tra assistenza e la competenza specifica dell’Inps in previdenza, garantita sulla base contributiva”.

Per la presidente Alessandra Mandarelli “la competenza della materia è di tre assessorati: Servizi sociali, Sanità e Lavoro, mi impegnerò ad inviare una dettagliata relazione con i dati che mi saranno forniti. Il passaggio successivo sarà chiedere un incontro con l’Inps, sperando che si possa uscire dallo stato di confusione a vantaggio dei cittadini, soprattutto delle fasce più deboli”.

L’opposizione, attraverso Giulia Rodano, chiede “un incontro con l’Inps per rivedere i termini della convenzione e l’impianto delle deleghe” perché aggiunge il consigliere Franco Dalia “l’Inps con questa operazione intende avere il controllo politico della spesa, e qui si pone un problema etico della questione, dove le fasce deboli vengono messe nel tritacarne burocratico”.
 


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