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Corso Trieste, pini “ancorati” per evitare il taglio: al via la sperimentazione hi-tech

Intervento effettuato per la prima volta su esemplari storici

I pini di Corso Trieste non si toccano, anzi, si “ancorano”. È partita questa mattina, nel cuore del Municipio II, un’operazione di salvaguardia arborea senza precedenti per la Capitale: l’ancoraggio delle radici per cinque esemplari storici di Pinus Pinea.

Un intervento ingegneristico che punta a coniugare la sicurezza stradale con la tutela del paesaggio storico romano.

La sfida della stabilità: pini in classe C/D

I cinque alberi, situati nello spartitraffico centrale di Corso Trieste, erano finiti sotto la lente del Dipartimento Tutela Ambientale dopo i test di trazione statica.

Le prove avevano evidenziato criticità nella tenuta delle radici, classificandoli in fascia C/D (stabilità compromessa ma non irrimediabile).

Invece di procedere con l’abbattimento, l’Assessorato ha optato per una soluzione conservativa e tecnologica.

La tecnica: Air-Spade e tiranti radicali

L’intervento, illustrato dall’Assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi durante un sopralluogo, si avvale di una metodologia non invasiva:

  • Tecnologia Air-Spade: uno speciale getto d’aria compressa che rimuove il terreno senza danneggiare l’apparato radicale, permettendo ai tecnici di “mettere a nudo” le radici portanti.

  • Sistema di tiranti: una volta individuate, le radici vengono collegate a un sistema di ancoraggio sotterraneo che aiuta l’albero a distribuire le sollecitazioni del vento, riducendo drasticamente il rischio di schianto.

“È la prima volta che eseguiamo un ancoraggio radicale sui pini di Roma”, ha spiegato l’Assessora Alfonsi. “L’obiettivo è permettere a questi esemplari di continuare a vivere e crescere in sicurezza, testando un modello che potremo poi estendere ad altre zone della città”.

Un patrimonio da 51mila esemplari

Il censimento del CREA parla chiaro: a Roma svettano circa 51.500 pini, di cui 14.200 posizionati lungo le strade. “Costituiscono un patrimonio storico che caratterizza il paesaggio romano”, ha concluso Alfonsi, sottolineando come l’amministrazione stia mettendo in campo un mix di cure (trattamenti endoterapici contro la cocciniglia) e interventi meccanici per evitare che il volto verde di Roma venga stravolto dai tagli preventivi.

I lavori in Corso Trieste rappresentano dunque un “cantiere pilota”: se i tiranti supereranno la prova del tempo, la tecnologia dell’ancoraggio radicale potrebbe diventare la nuova frontiera per la gestione del rischio arboreo nei quartieri più pregiati della Capitale.


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