Creare un nuovo aeroporto a Viterbo

Alemanno: “Mi ricorda Malpensa”. E intanto Ciampino è stanca dell’inquinamento acustico creato dai 162 movimenti aerei giornalieri
di Serenella Napolitano - 23 Settembre 2009

A scatenare le tante polemiche sul noto problema dell’aereoporto Pastine di Ciampino sono state le dichiarazioni di qualche giorno fa a Radio Ti Ricordi del sindaco di Roma Alemanno.

Il sindaco ha detto che un aeroporto low cost a Viterbo “è un progetto regionale” sul quale “io sono in pò scettico, non vorrei riproporre l’esperienza di Malpensa, con la costruzione di un aeroporto dove non c’è nulla. Vediamo – ha continuato – come vanno le elezioni e poi facciamo una scelta definitiva”. Ovviamente con queste parole si è riferito alla prossima consulta elettorale, perché qualora ci fosse un cambio di amministrazione della regione verrà pensato un nuovo progetto. Intanto il Presidente della regione Lazio, Piero Marazzo ha già indicato in Viterbo lo scalo alternativo a Ciampino in accordo con il governo Berlusconi.

Varie le posizioni in merito alla questione Pastine, c’è chi, come ad esempio l’Adoc, appoggia lo scetticismo di Alemanno, in quanto vedrebbe Viterbo mal collegata al centro di Roma, con una conseguente ricaduta sul turismo romano mentre migliorare i due scali già esistenti sarebbe un’ottima alternativa.

A chiarire le idee è la dichiarazione l’assessore provinciale alla Mobilità e ai Trasporti, Amalia Colaceci: “Le parole del sindaco Alemanno sull’aeroporto di Ciampino preoccupano molto, prima di tutto perché potrebbero creare incertezza e inutili allarmismi, in secondo luogo perché denotano una scarsa conoscenza del problema di quel territorio. Nessuno infatti vuole chiudere Ciampino, ma riequilibrare il numero di voli giornalieri che supera di gran lunga la capacità massima dello scalo”.

“Ritengo – continua l’assessore – prioritaria la tutela della salute degli oltre 14mila abitanti dell’area, che da anni ormai sopportano un inquinamento acustico al di sopra della soglia di tolleranza. Mi auguro che il sindaco di Roma torni sulle sue parole ed insieme alle amministrazioni locali si incontri per decidere insieme come tutelare al meglio la salute dei nostri cittadini e le potenzialità turistiche della città di Roma e dell’intero territorio”.

D’accordo sul tutelare la salute dei cittadini, oltre a Legambiente è il sindaco di Ciampino, Walter Enrico Perandini che in seguito alle parole di Alemanno ha affermato: “Ho letto con stupore le dichiarazioni del Sindaco di Roma secondo il quale il disagio è circoscritto a duemila persone, dichiarando anche di voler capire meglio la situazione prima di mettere in difficoltà l’economia cittadina. È evidente che Alemanno non sa proprio di cosa sta parlando, e visto il suo ruolo ritengo molto gravi le sue affermazioni’”.
Perandini ha ricordato l’inquinamento acustico che ogni giorno gli abitanti dell’area sono costretti a subire. “Lo scalo è per i 2/3 nel territorio di Roma e 1/3 in quello di Ciampino – spiega – il sindaco di Roma dimentica che lo scorso 27 marzo, il sottoscritto, insieme al sindaco di Marino ed alla Regione Lazio, gli ha inviato una copia del monitoraggio dell’inquinamento acustico prodotto dall’attività aeroportuale, nel quale Arpa Lazio ha certificato l’esposizione di oltre 14.000 cittadini (e non 2.000) residenti nei Comuni di Roma, Ciampino e Marino ad un rischio per la salute. Lo stesso studio (Cristal) ha evidenziato come la capacità massima dello scalo sia di 60 movimenti aerei a giornalieri, a fronte dei 162 attuali”

‘”Non solo – continua Perandini – Alemanno ha ignorato quel rapporto, senza mai prendere posizione al fianco dei Comuni che chiedono l’immediato ripristino dei volumi di traffico adeguati, ma si permette anche si fare allusioni sulle case costruite troppo vicino allo scalo, ed al disagio che i cittadini sapevano di avere al momento dell’acquisto. Anche qui la realtà è ben diversa. Quei cittadini e quelle case hanno convissuto per circa un secolo con lo scalo senza alcun problema, finchè non si sa bene chi dal 2000 ad oggi ha permesso di aumentare del 600 per cento i voli sullo scalo senza un opportuna quanto obbligatoria Valutazione di Impatto Ambientale che ne stabilisse la reale capacità’”. ”E’ evidente – conclude il sindaco di Ciampino – che per Alemanno il bene primario da tutelare è l’economia aeroportuale, mentre per la nostra amministrazione comunale è la tutela della salute dei cittadini”.


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