Crollo Torre dei Conti: indagini per trovare la responsabilità. Sul tavolo dei PM anche la “fretta” dei lavori per il Giubileo

La procura di Roma ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e omicidio

L’inchiesta sul crollo della Torre dei Conti si trova a un crocevia di competenze. Al momento nessun nome sul registro degli indagati, ma le verifiche corrono veloci: nelle prossime ore si deciderà se la torre potrà essere messa in sicurezza o se sarà necessario demolirla completamente per evitare nuovi cedimenti.

A pagare con la vita quel lunedì maledetto è stato Octay Stroici, 66enne, operaio romeno esperto di restauro, rimasto intrappolato sotto le macerie per oltre undici ore.

È morto poco dopo il ricovero all’Umberto I. L’inchiesta è affidata al sostituto procuratore Giovanni Conzo, che coordina un pool di magistrati impegnati a far luce su una tragedia che ha scosso l’intera città.

Droni, carte e appalti: tutti i nodi del crollo

I carabinieri e i vigili del fuoco stanno utilizzando droni e rilievi tecnici per mappare la zona e capire cosa sia accaduto.

Contestualmente, la Procura ha disposto una consulenza tecnica a un team di ingegneri per stabilire se i lavori di restauro rispettassero realmente le norme di sicurezza previste per un edificio vincolato come la Torre dei Conti.

Sono già stati acquisiti gli atti delle gare d’appalto, che coinvolgono due società di spicco nel restauro monumentale: Edilerica e Picalarga. Gli investigatori vogliono verificare se siano stati effettuati subappalti non dichiarati o se ci siano state pressioni per accelerare i tempi.

Una relazione del 30 maggio 2025 certificava la sicurezza della struttura. Poi, a inizio giugno, il Campidoglio approva una determina — la n. 613 del 6 giugno — per non perdere i fondi PNRR destinati al Giubileo 2025.

L’atto parla esplicitamente di “ottimizzazione delle tempistiche” e “semplificazione delle procedure”. Quattro mesi dopo, la torre crolla.

Campidoglio e Soprintendenza: “Procedure corrette e nessun ribasso”

Sul fronte politico, si accende lo scontro. Il consigliere Fabrizio Santori (Lega) ipotizza una “mancata continuità nel monitoraggio” e gare al ribasso.

Ma la Soprintendenza e il Campidoglio respingono ogni accusa: “Non ci sono stati appalti a cascata né ricorso al massimo ribasso — si legge in una nota —. Tutte le procedure sono state condotte nel pieno rispetto dei protocolli condivisi con sindacati e forze sociali”.

Secondo il Comune, i sei affidamenti diretti registrati sulla piattaforma Tuttogare riguardano solo servizi tecnici come progettazione e coordinamento della sicurezza, mentre l’esecuzione dei lavori è stata assegnata tramite gara pubblica alla Società Giubileo 2025, che ha selezionato “imprese altamente qualificate nel restauro monumentale”.

La vittima: un lavoratore esperto, caduto tra le pietre della storia

Nel frattempo, i carabinieri del nucleo infortuni sul lavoro hanno ascoltato i colleghi di Stroici, che potrebbero essere richiamati per ulteriori chiarimenti. La Procura ha disposto l’autopsia per accertare le cause della morte.

Octay Stroici era arrivato in Italia nel 2005, muratore specializzato con anni di esperienza nei cantieri. Lavorava per la Edilerica dal 2021.

Un operaio esperto, un uomo di fatica, schiacciato dal peso della storia e dell’urgenza di un cantiere che forse aveva fretta di correre più del tempo.

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