Elezioni regionali nel Lazio: lotta a due?

Emma Bonino e Renata Polverini occupano spazi televisivi e sui giornali, ma dietro di loro incalzano gli “scomodi” Michele Baldi, Roberto Fiore e Marzia Marzioli
di Mauro Carbonaro - 29 Gennaio 2010

Emma BoninoSembra ormai una prassi consolidata, degna del miglior bipartitismo statunitense, quella della lotta tra due candidati, rappresentanti del 70/80% della cittadinanza, oscurando le altre realtà vive del Paese.

A poco più di un mese dalle elezioni regionali nel Lazio (28 e 29 marzo prossimo), gran parte dell’elettorato attivo ha potuto constatare la presenza rispettivamente di Emma Bonino, per il centro sinistra, e di Renata Polverini, per il centro destra.
Spicca subito la scelta, più o meno casuale, delle parti politiche predominanti di candidare due figure femminili di riferimento, ma ben poco si conosce della schiera dei candidati alla regione Lazio del presidente uscente Piero Marrazzo.

Tra una apparizione a Ballarò ed un manifesto per le strade di Roma, Renata Polverini, dal sindacato UGL, sembra aver la supremazia della visibilità. Anche per i sondaggi degli ultimi giorni la candidata del centro destra, appoggiata dal PDL, dall’UDC, dalla Lega Nord e dall’UDEUR, sembra in leggero vantaggio rispetto alla sfidante Emma Bonino.
Proprio la leader radicale, rappresentante del centro sinistra, non tanto per scelta, quanto per assenza di alternative (emblematico il silenzio del Partito Democratico i giorni successivi alla candidatura del centro destra), contenderà la Regione Lazio al filo di lana alla ex sindacalista.

Ma dietro queste due alternative, cosa si nasconde nella regione Lazio? Potremmo porre la domanda ai milioni di residenti, sicuramente molte sarebbero le risposte dubbiose o vaghe, vista l’impossibilità di ricevere spazi adeguati nel panorama della politica italiana fuori dai colori “standard”.

Eppur si muove qualcosa, forse anche più. Subito dietro le due rappresentanti femminili il terzo incomodo si chiama Michele Baldi. Ex consigliere comunale, presente per più di dieci anni nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio (con un record di durata per un intervento di ben 5 ore sul bilancio), è uscito nello scorso 2008, poco prima delle elezioni vinte da Gianni Alemanno, “per essere più credibile agli occhi della gente contro i comitati di potere e di affari che si sono visti a Roma sia con il centrosinistra che con il centrodestra”, denunciando i giochi di potere che danni stanno trasformando la capitale in una proprietà privata e lobbystica di “palazzinari”, politicanti e vallette (“Quello che io considero il peggior esponente “politico” presente a Roma, Massimo Tabacchiera, non appena insediato il sindaco Alemanno, lo ha subito promosso da presidente dell’AMA a presidente dell’ATAC! Questa è la logica di Roma, una logica dei partiti truffa.”).

Da quel momento nasce così il suo “Movimento per Roma”, creato con la gente e tra la gente, che, negli ultimi mesi, si è fatto promotore delle cause contro la chiusura dell’ospedale San Giacomo, della fondazione Santa Lucia, dell’amara vicenda delle famiglie di via delle Capannelle senza acqua potabile.

Michele Baldi, dal momento della sua candidatura, scomoda nell’ambiente politico romano, ha voluto lanciare una idea “provocatoria”: "Per la Regione è previsto un rimborso di 4 euro per ogni avente diritto al voto prendendo così rimborsi anche da chi non va a votare: sfido Polverini e Bonino a sottoscrivere un documento per rinunciare a questo rimborso e destinarlo ai cittadini".

Come si aspettava lo stesso ex consigliere, dalle due rivali nessun segnale.

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Dopo Michele Baldi, troviamo Roberto Fiore, Segretario di Forza Nuova.

Personaggio sempre molto discusso, soprattutto per via del suo passato con “Terza posizione” ( condannato dalla magistratura italiana per banda armata e associazione sovversiva, latitante dal 1980, rimase in Inghilterra), si prodiga ad accogliere coloro che vogliono fare politica in buona fede, lanciando “un appello a tutti coloro che non vogliono unirsi al Pdl o al Pd, che sono interessati ad un’opposizione di popolo che non ceda l’Italia ed il Lazio a chi privatizza l’acqua, a chi lucra sulle malattie, chi permette le violenze e la schiavitù a Rosarno, a chi tollera i campi Rom e l’ illegalità diffusa a Roma”.
A Fiore hanno già dato il proprio appoggio i partiti della destra estrema.

A chiudere, quinta candidatura in ordine temporale, è quella di Marzia Marzioli della Rete dei Cittadini. Dopo aver vinto le primarie indette online dalla Rete Dei Cittadini per la scelta del proprio candidato pre¬sidente, l’attivista di Tarquinia, nota soprattutto per la sua lotta contro la riconversione a carbone della Centrale Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia, ha aperto la raccolta delle firme per convalidare la presentazione ufficiale del 20 febbraio 2010.


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