

Secondo incontro delle autorità con i cittadini sulle opere immediate e future nella ex-fabbrica del Prenestino
Secondo appuntamento con i cittadini, a distanza di un anno esatto dal primo, sul progetto di riqualificazione del parco dell’ex Snia Viscosa al Prenestino. Il 22 febbraio alle 16, nella sala consiliare del VI municipio, l’assessore municipale all’Urbanistica Frontoni ha aperto un forum con gli organizzatori dei lavori e le realtà sociali interessate al parco. Presenti gli esponenti del X e XV dipartimento del Comune di Roma, responsabili del progetto.
Tema dell’incontro, i lavori per la costruzione del teatro polifunzionale (nella zona che si affaccia immediatamente sulla via Prenestina), in cui sarà previsto l’allestimento di un impianto fotovoltaico che permetterà la distribuzione di energia pulita per tutte le attività previste nell’area.
Il progetto, come già spiegato nel nostro articolo del 18 febbraio 2007, è stato finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma di cooperazione decentrata Urb-Al Rete 6, che rientra nel più vasto progetto LA.DE.S (Laboratorios de Desarollo Sostenible) il quale individua delle zone e degli spazi disagiati delle città latino-americane ed europee da recuperare a fini sociali.
I fondi sono vincolati, nello specifico, per i lavori per un teatro all’aperto dell’ex-Snia, e si prevede che debbano esser terminati entro l’ottobre 2008.
L’amministrazione Comunale ha inserito quest’opera all’interno di una più ampia ristrutturazione dell’intero complesso della ex-fabbrica tessile, in cui sorgerà, successivamente, il futuro parco dell’Energia di Roma.
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L’illustrazione del progetto
L’assessore municipale Frontoni, nel ringraziare i partecipanti al forum, ha presentato brevemente il progetto e gli ospiti del Comune. Si è soffermato sul significato del forum partecipativo aperto alle parti sociali, che deve essere teso a trovare una modalità di coordinamento e gestione delle strutture che nasceranno nel nuovo “polo ecologico” di Roma.
Ha preso, poi, la parola l’architetto Ceravolo del Dipartimento X, ideatore del progetto. “Il nuovo teatro polifunzionale – ha spiegato Ceravolo – avrà un impianto fotovoltaico che erogherà 22 kilowatt di potenza che permetteranno al parco di autoalimentarsi di energia elettrica. L’architetto ha dichiarato che si sono già conclusi i termini per la partecipazione alla gara pubblica di appalto per il progetto esecutivo, e prossimamente avverrà la selezione dell’azienda vincitrice. “Considerando i tempi tecnici – ha proseguito Ceravolo – e, salvo ostacoli di natura amministrativa, dovremmo iniziare i lavori per la fine di maggio”.
Il dott. Lo Bianco dirigente del XV dipartimento ha espresso soddisfazione per l’espletamento della gara e ha aggiunto “di essere ben lieto di inaugurare questa seconda fase di discussione dove si potrà coordinare con le parti sociali la gestione delle future strutture”.
Gli interventi delle parti sociali
I maggiori interessati alle opere di ristrutturazione del complesso sono gli esponenti del Centro Sociale che da 13 anni occupano la zona, e che sono stati anche tra i più numerosi partecipanti al dibattito.
Uno dei rappresentanti del centro, Marco, ha esposto le loro rivendicazioni. Ha espresso soddisfazione per il merito attribuito ai ragazzi dalle istituzioni per il lavoro svolto in questi anni. Da circa due anni, infatti, il Comune ha espropriato l’edificio da loro occupato, rendendo pubblico il suolo dove i gli attivisti del centro hanno operato. È stato manifestato l’entusiasmo per esser stati coinvolti nel progetto, soprattutto per la condivisione d’intenti con le altre realtà del parco e dello stesso progetto LA.DE.S.. Gli ex-occupanti hanno affermato in maniera netta la determinazione a far valere quei principi guida che dovrebbero ispirare i lavori. “Il primo – ha dichiarato Marco – l’antifascismo, che deve essere il principio dominante anche per le svariate attività culturali che si terranno nel teatro, e che non dovranno esser gestite dall’alto. Poi il legame con le tematiche del lavoro che sono alla base di quest’edificio, di una fabbrica tessile che ha visto il sacrificio di molti lavoratori”. Il rappresentante del centro sociale ha parlato di adesione ad un manifesto culturale che tenga conto delle tante esperienze legate al parco. “Non devono esserci eventi vetrina, ma deve essere chiaro il senso di cooperazione”, ha aggiunto Marco, che poi ha presentato degli “Appunti” per un manifesto culturale da condividere, in cui sia fondamentale la permanenza di un forum per la discussione.
A seguire è intervenuto un biologo in rappresentanza di un gruppo promotore di un progetto per l’educazione ambientale, che ha spiegato come un elemento da promuovere sia l’insegnamento della cultura dell’ambiente nelle scuole e in collaborazione con l’Università, sfruttando, appunto, le enormi potenzialità che il parco dell’ex Snia Viscosa offre.
Un esponente del RUTS (Rete Urbana Territoriale e della sua Storia), associazione collegata alle attività del parco, si è soffermato sull’importanza di improntare le attività future sulla base delle radici storiche del quartiere, con iniziative concrete per il territorio, che però non siano usate strumentalmente da soggetti che non conoscono queste realtà. Si è citato l’esempio negativo delle numerose librerie del Pigneto non sfruttate a dovere e poco frequentate.
Interessante il dibattito tra un esponente della cosiddetta “Steet Art”, espressione del mondo dei graffity, che da sempre è legato alle attività dell’ex Snia, e l’architetto Ceravolo per trovare una convergenza sulla futura progettazione grafica delle pareti del teatro polifunzionale.
Tanti sono stati gli altri interventi dei diversi partecipanti alle attività della struttura, dai rappresentanti del comitato del parco, alle varie realtà collegate al centro sociale.
Molto proficuo per il dibattito è stato l’intervento di un esponente del comitato “No morti sul lavoro” che ha segnalato come possano esserci dei rischi derivanti da una gara pubblica indetta al ribasso (in cui cioè sarà preferita l’offerta dell’azienda privata che impegnerà meno danaro per il Comune) e che potrebbe indurre a una noncuranza per le misure di sicurezza sul lavoro. L’architetto Ceravolo ha garantito che la sicurezza lavorativa non sarà al ribasso, vista anche la forte selettività adottata in materia dal Comune che ha evidentemente ridotto a tre le ditte partecipanti alla gara, e ha invitato il comitato a farsi carico della consulenza e sorveglianza durante la fase di affidamento incarico dei lavori.
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