Municipi: ,

Fecondazione assistita: approvate regole nel Lazio

La delibera ricalca il modello della Toscana. L'età massim per essere a carico del servizio sanitario è di 43 anni

La Giunta regionale del Lazio ha approvato, martedì 16 settembre, la delibera con cui si definiscono le regole per l’erogazione delle prestazioni di fecondazione medicalmente assistita nei centri della Regione.

fecondazione-eterologa-assistitaLa delibera per quanto riguarda i cicli di eterologa e omologa ricalca il modello della Toscana e stabilisce che, per essere a carico del servizio sanitario regionale, l’età massima della donna deve essere di 43 anni mentre i cicli che possono essere eseguiti nelle strutture pubbliche sono tre. Si prevede che, entro la fine dell’anno, la rete delle Pma (Procreazione medicalmente assistita) del Lazio, sia pubblica che privata, lavoreranno con regole trasparenti e sicure.

“Le procedure per la verifica dei requisiti necessari all’accreditamento – spiega in una nota Rodolfo Lena, Presidente Commissione Sanità Regione Lazio – sono ormai in dirittura di arrivo. Su una platea di 48 centri, tanti erano quelli che si erano registrati presso l’Istituto superiore di sanità, solo 23 sono risultati in possesso dei requisiti richiesti, così come accertato dai tecnici del Centro nazionale trapianti incaricati dell’istruttoria. Sette sono centri pubblici, 16 privati. Due di questi attivi a Sora e Frosinone hanno già ottenuto il via libera, due, pur avendo i requisiti, hanno rinunciato. Dunque alla fine dell’istruttoria i centri operativi saranno 21”.

“Attualmente – prosegue Lena – l’unico centro pma pubblico in funzione a Roma è quello del Sant’Anna. La struttura del San Filippo Neri sarà riaperta a breve poiché si sta risolvendo il problema del certificato antincendio, lo stesso vale per il Pertini. Per i centri del San Camillo, Gemelli, Santa Maria Goretti di Latina, e Policlinico Umberto I, le procedure di autorizzazione sono ormai definite”.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento