

L'immobile rientra nell’ambito dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, qui dovrà nascere un punto di riferimento per l’assistenza temporanea alle persone più fragili
Porte sfondate, sacchi neri trasportati di notte, bivacchi all’aperto e incursioni sospette. È questo il quadro che, per settimane, ha allarmato i residenti della Ferratella, nel cuore del IX Municipio, attorno all’edificio di via Comisso 23.
Una struttura oggi al centro di un importante progetto di riqualificazione finanziato con fondi del Pnrr, che ne prevede la trasformazione in stazione di posta e centro di accoglienza temporanea per persone senza dimora.
Nelle ultime ore, dopo ripetute segnalazioni e proteste, è arrivata la risposta delle istituzioni: la polizia locale di Roma Capitale ha effettuato uno sgombero dei locali occupati abusivamente, liberando l’edificio da presenze irregolari e restituendolo al cantiere.
A far scattare l’intervento è stato un dossier fotografico realizzato e presentato dal Comitato di quartiere Ferratella durante un incontro avvenuto a metà luglio con la presidente del IX Municipio, Titti Di Salvo.
Le immagini mostravano bivacchi all’interno e all’esterno della struttura, in particolare alle spalle della vecchia casa del custode, diventata punto di riferimento per presenze irregolari.
Non solo. I residenti hanno segnalato ingressi abusivi da parte di individui a bordo di un’automobile, più volte visti trasportare sacchi neri dentro l’edificio.
Attività sospette, rese possibili da una recinzione danneggiata, con varchi aperti che permettevano l’accesso libero alla struttura, teoricamente interdetta al pubblico in quanto area di cantiere.

Durante l’incontro con i cittadini, la presidente Titti Di Salvo aveva garantito l’intervento delle autorità e la chiusura definitiva degli accessi al piano terra dell’edificio. Una promessa mantenuta: i locali sono stati sgomberati e verranno sigillati, per impedire ulteriori occupazioni.
Nel frattempo, è previsto un intervento dell’AMA per la bonifica dell’area esterna, mentre il Comune, secondo quanto riferito ai cittadini, sta verificando la posizione di chi risiede nella casa del custode, per accertare se vi sia un titolo valido o se debbano essere presi provvedimenti.
Via Comisso 23 è uno degli immobili selezionati nell’ambito dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: qui dovrà nascere un punto di riferimento per l’assistenza temporanea alle persone più fragili. Ma per farlo, servono legalità, sicurezza e trasparenza.
Lo sgombero di questi giorni rappresenta dunque un passo necessario verso la realizzazione del progetto, anche per rassicurare un quartiere che da settimane chiedeva attenzione.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.