Formula 1 o Formula 2Ruote?

Sabato 24 ottobre dalle 10 alle 17 all’Eur, una giornata di partecipazione per la Mobilità sostenibile e la difesa dei parchi del territorio di Roma Sud
di Giuseppe Barbone - 21 Ottobre 2009

Eravamo a maggio di quest’anno quando il sindaco Alemanno dichiarava «La candidatura di Roma come sede di un Gran Premio di Formula 1 dal 2012 non è più un sogno ma una possibilità concreta». Un circuito da localizzare all’Eur di circa 5 km da percorrere in 94 secondi. Molte proteste si sono levate da allora ed ancora si susseguono. La Lega (piagnona anziché aggressiva questa volta nei confronti di Roma) in prima fila insieme a proteste bipartisan da Monza.

Totalmente contrarie le associazioni ed i comitati territoriali di Roma Sud che hanno dato vita ad un coordinamento che ha tra i suoi capisaldi programmatici lo sviluppo della mobilità sostenibile, lo stop all’inquinamento acustico ed ambientale, la tutela dei parchi e delle aree verdi, la pulizia ed il decoro urbano dei quartieri, mediante il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini. Proprio in linea con questi principi, il Coordinamento ha organizzato per sabato 24 ottobre dalle 10 alle 17 all’Eur, una giornata di partecipazione per la Mobilità sostenibile e la difesa dei parchi del territorio di Roma Sud, con alla base lo slogan “No alla F1 all’Eur, sì alla Formula 2Ruote”. Una giornata all’insegna della partecipazione, dello svago e della sensibilizzazione verso i cittadini sui rischi che corre il nostro territorio ma anche un momento di riflessione e di incontro tra le diverse realtà territoriali che avranno modo di rappresentare le proprie istanze e proposte. La proposta alternativa è di ritirare il progetto della formula 1 per sostituirlo con una Ciclopedalata nelle strade dell’Eur. Il programma della giornata prevede una conferenza stampa alle ore 11,30 presso uno stand allestito al Laghetto dell’Eur dove i promotori illustreranno l’iniziativa e le principali tappe della manifestazione. Alle ore 15 prenderà il via, dal Laghetto, la Ciclopedalata che percorrerà le strade del ventilato circuito di F1 dell’Eur.

Ci sarà, inoltre, il Laghetto Corner, spazio a disposizione delle Associazioni, dei Comitati di Quartiere e dei Cittadini che vorranno prendere la parola per esprimere la propria opinione sui problemi dei nostri quartieri. Raggiunto il telefono Massimiliano Di Gioia uno dei responsabili stampa del Coordinamento dichiara: “L’impatto ambientale è elevato. Si prevedono lavori di sbancamento nel parco del turismo, la costruzione di un ponte per chiudere il circuito, la costruzione del paddock e delle tribune (alcune fisse e alte mobili), infine nella zona delle tre fontane e del Luneur potrebbero arrivare nuovi metri cubi di cemento insieme ai soliti interessi della speculazione edilizia. Insomma questa iniziativa non ha nessun miglioramento sulla mobilità sostenibile dei cittadini e noi siamo del tutto contrari anche perché esiste un’alternativa che è Vallelunga. Diciamo quindi no e chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto con il Comune e con il sindaco.”

Noi ne abbiamo parlato con l’Ingegnere ambientale Massimo La Rana un collaboratore dell’Università Roma 3 al Dipartimento Studi Urbani “E’ chiaro che a priori ogni azione o costruzione può avere un suo impatto ambientale. Anche l’installazione di una caldaia in una casa causa un danno ambientale anche se minimo. Va quindi sempre fatta una attenta analisi dei costi e dei benefici per ogni evento. Ad esempio, nello specifico se pensiamo che per una settimana si deve fermare il traffico all’Eur, l’inquinamento non potrebbe che migliorare. Certo se lo si ferma per una “pedalata” sarebbe meglio ancora. Ma anche il Gran Premio può essere un evento sostenibile, se l’organizzazione, i materiali e vari accorgimenti vengono realizzati nell’ottica di ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’iniziativa. Oltre allo stop al traffico si pensi all’utilizzo del fotovoltaico per l’illuminazione e l’energia in generale, si pensi per esempio se si utilizzano per tutta la mobilità sostitutiva e di collegamento col circuito mezzi elettrici. Per non parlare dei ritorni economici. Ovviamente va pianificato il tutto per bene e con il massimo dell’efficienza. Sempre infatti bisogna garantire un principio base quello che va tolto all’ambiente va restituito all’ambiente. Non solo massimi accorgimenti nell’organizzazione, ma anche destinare una parte dei finanziamenti/introiti a iniziative sul territorio ecosostenibili (acquisto mezzi elettrici, parchi cittadini,nuove bike sharing)”.


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