

Economie di spesa e gestione virtuosa regalano alla Capitale ossigeno per il verde e la sicurezza
In una città abituata a veder lievitare i costi delle grandi opere, la notizia arriva quasi come un paradosso: il Giubileo 2025 chiude, ma lo fa risparmiando.
Dalle pieghe della gestione commissariale è emerso un “tesoretto” inatteso di 33,8 milioni di euro, frutto di una gestione oculata e di economie di gara che hanno permesso di spendere meno del previsto.
Soldi che il sindaco e commissario straordinario, Roberto Gualtieri, non ha intenzione di lasciare nei cassetti: con un’ordinanza firmata il 17 marzo, i fondi sono stati immediatamente reinvestiti per curare le ferite di una Roma sotto pressione.
La rimodulazione non tocca il tetto complessivo dei finanziamenti nazionali, ma sposta il baricentro dell’azione amministrativa verso le necessità quotidiane dei cittadini e dei pellegrini.
Con questo innesto, il fondo per gli interventi “di sistema” lievita da 56 a 88 milioni di euro, segnando un deciso cambio di passo su quattro fronti critici.
È la voce più corposa dell’intero piano. Dopo anni di emergenze, la Capitale prova a giocare d’anticipo: i 15,5 milioni destinati al dipartimento Ambiente serviranno per una manutenzione massiccia di parchi, giardini e alberature stradali.
L’obiettivo è duplice: restituire decoro alle aree monumentali e, soprattutto, mettere in sicurezza i quartieri dai rischi legati ai crolli di rami e alberi malati.
Con i cantieri che stringono d’assedio arterie vitali come la Tangenziale Est e l’area dei Fori Imperiali, il traffico è diventato l’incubo numero uno dei romani.
Il “tesoretto” coprirà gli straordinari della Polizia Locale, garantendo una presenza costante dei “caschi bianchi” nei nodi più critici della mobilità, specialmente laddove i lavori per le nuove tranvie impongono deviazioni e rallentamenti.
Non solo asfalto e segnaletica. Una fetta importante di risorse servirà a gestire gli imprevisti che la storia millenaria di Roma regala a ogni scavo: dalla gestione tecnica del crollo alla Torre dei Conti alle modifiche necessarie per l’avanzamento della Metro C a piazza Venezia, dove il cantiere sfida ogni giorno la complessità del sottosuolo.
Infine, una dote “extra Tari” per AMA. Si tratta di fondi destinati esclusivamente a interventi d’urto e bonifiche di emergenza, per assicurare che le zone a maggior afflusso turistico non soccombano sotto il peso dei rifiuti prodotti dai milioni di pellegrini in arrivo.
L’analisi: un’opportunità dai residui
L’operazione Gualtieri dimostra che la gestione di un grande evento può essere anche un’occasione di ottimizzazione contabile. Invece di richiedere nuovi fondi al Governo, il Campidoglio ha scelto di “raschiare” i residui delle opere già avviate per finanziare i servizi di prossimità.
Una scelta che punta a mitigare i disagi di una città che, pur tra mille cantieri, cerca di presentarsi al mondo con il vestito migliore.
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