Gualtieri firma sei nuovi atti di nascita per coppie omogenitoriali in Campidoglio

Nella Sala dell'Arazzo continuano le cerimonie con coppie composte da due mamme

Nella solenne cornice della Sala dell’Arazzo, in Campidoglio, sei nuove vite hanno trovato pieno riconoscimento. Non solo come cittadini e cittadine di Roma, ma anche come figli e figlie di due madri. A firmare gli atti di nascita e pre-riconoscimento è stato il sindaco Roberto Gualtieri, alla presenza di Marilena Grassadonia, responsabile per i diritti LGBTQIA+ del Comune.

Un gesto formale, sì, ma carico di significato. Dietro ogni firma, una storia di affetto, attesa, speranza. Dietro ogni nome, la conquista – ancora non scontata – della piena cittadinanza familiare.

Un diritto che prende forma: sei nuovi atti, tra nascite e pre-riconoscimenti

Nel dettaglio, si è trattato di un atto di nascita registrato direttamente, un riconoscimento successivo, e quattro pre-riconoscimenti. Quest’ultima procedura – resa possibile da una recente sentenza della Corte Costituzionale – consente alle coppie di mamme di pre-registrare il legame genitoriale prima della nascita del bambino, in modo che l’effettiva registrazione venga poi effettuata da una sola delle due, senza complicazioni burocratiche.

Un meccanismo semplice, ma che fino a pochi mesi fa era negato alle famiglie omogenitoriali, costrette a iter lunghi, umilianti, spesso anche giudiziari, per vedere riconosciuta la piena genitorialità.

Grassadonia: “Un passo concreto che migliora la vita delle famiglie”

«L’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale – ha dichiarato Marilena Grassadonia – oltre a sancire il diritto dei bambini ad avere entrambe le mamme riconosciute, riesce anche a facilitare la vita quotidiana delle famiglie. Un diritto che, per molti, appare scontato, ma che fino a poco tempo fa era una corsa a ostacoli per troppe coppie».

La strada è ancora lunga, ma Roma si conferma una delle città italiane più attive sul fronte dei diritti civili, nonostante il contesto nazionale resti incerto e frammentato. E mentre il dibattito politico continua, la realtà delle famiglie arcobaleno avanza, cresce, e chiede solo di essere riconosciuta per ciò che è: normale.

Un Campidoglio più inclusivo, una città più giusta

La cerimonia, discreta ma intensa, ha avuto un valore simbolico profondo. In un’Italia dove ancora si dibatte su stepchild adoption e riconoscimenti automatici, la Capitale continua a dare attuazione concreta ai principi di uguaglianza, offrendo tutele vere a chi – fino a poco tempo fa – era invisibile agli occhi dello Stato.

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