‘Gurnèa, storia di nimici, eroi, e spirdi’ nuovo romanzo di Bruno Cimino

Una storia d’amore e di guerra, di vicende quasi dimenticate e sentimenti immortali, pubblicata dall'editore Meligrana
di Bruna Fiorentino - 26 Luglio 2009

 “Gurnèa, storia di nimici, eroi e spirdi” è il titolo del romanzo di Bruno Cimino, pubblicato da Meligrana Editore. Si tratta di una storia avvincente che vuole innanzitutto illuminare una vicenda del passato eroico consumatasi a Tropea. E Cimino lo fa utilizzando storia e fantasia, romanzo e racconto.

Tutte le attività artistiche dell’autore calabrese che vive a Roma hanno un comune denominatore: Tropea, la sua città natia. E quindi anche questa pubblicazione contempla il medesimo fine.

L’intento del libro, dunque, è quello di rievocare una tragedia che non ha trovato il rispettoso e dovuto accoglimento nella storia. Ma si tratta anche di un romanzo d’amore e dobbiamo spiegare il perché. L’avvenimento, ossia la tragedia della Gurnèa, si consuma in un assedio avvenuto nel 1495 dove hanno trovato la morte alcuni soldati tropeani, ma insegue un’altra conclusione.

Tutto ruota intorno alle dispute tra Aragonesi e Angioini,  in lotta per la conquista del Meridione. Il fatto storico, in sé devastante, purtroppo, è circoscritto alle poche notizie che sono arrivate sino ai nostri giorni, così Bruno Cimino ha voluto ricostruire la vicenda proiettandola addirittura nel 2095.

Seicento anni di storia dove si muovono personaggi realmente vissuti ed altri, come i protagonisti del libro, che sono assolutamente immaginari.

Duecentoottantasette pagine suddivise in due parti per complessivi 44 capitoli sono il frutto di un lavoro il cui stile letterario può definirsi ancora terra di ricerca per molti giovani autori.

Troviamo, ad esempio, la parola dialettale miscelata in un contesto di lingua; descrizioni medioevali di vita militare, familiare e sociale unite a molte di quelle tradizioni che, nel tempo, si sono confuse ad altri sistemi popolari o dottrine ideologiche. Nondimeno di denunce che non troveranno mai un tribunale disposto a condannare i soprusi e riconsegnare la dignità ai veri perseguitati.

Sorprende, dunque, il modo con cui Cimino, stralciando da una triste vicenda, spazia in maniera straordinaria per raccontare, o meglio non far morire nel dimenticatoio dell’inerzia popolare personaggi di ieri e di oggi, luoghi bellissimi, tradizioni e valori inestimabili e sentimenti incommensurabili.

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E sebbene molti lettori troveranno la prima parte del libro molto significativa, interessante e di grande spessore, è anche vero che nella seconda parte entriamo in un mondo solo immaginato, che desidereremmo si realizzasse davvero contro ogni logica perversa dei tempi in cui viviamo.

Le descrizioni che accompagnano tutto il romanzo i cui protagonisti sono Damiano e Rossella e poi Cristiano e Yara ci coinvolgono come se ci trovassimo in un film e viviamo le emozioni, tristi e belle, sussultando e planando tra le righe, anzi tra le sequenze che si accavallano e che alla fine ci lasceranno anche sorpresi, con molte domande da porre a noi stessi ed innanzitutto all’autore.

Per sapere i punti vendita del libro a Tropea ed in tutta Italia, consultare il sito www.meligranaeditore.com
 


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