Il bando per le botteghe storiche nel II municipio

"E' solo uno spot del Pdl. Ne apprezzo lo spirito ma in concreto non aiuta i commercianti"
Enzo Luciani - 27 Febbraio 2009
Il 25 febbraio nel Secondo municipio l’assessore al commercio Mario Mancini e il presidente Sara De Angelis hanno presentato alla stampa e alle associazioni il bando per le botteghe storiche. In merito il consigliere Luca Sappino, capogruppo della Sinistra nel II municipio, rilascia dal suo blog la seguente nota.   Il progetto, già discusso nella commissione commercio, di cui io stesso sono membro, seppur nobile nell’intenzione, presenta alcuni vizi evidenti. Sia in commissione che in aula ho scelto di non sostenere il provvedimento, prima con un’astensione e poi con il voto contrario, perché convinto che per aiutare le botteghe storiche a perdurare la loro attività, rendere più evidente la loro presenza e incentivarne la tutela, servano vere agevolazioni e un’utile attività di promozione, non – come scelto dalla nostra amministrazione – l’assegnazione di qualche targa e di qualche attestato. Ritengo che quanto previsto nella proposta dell’assessore Mancini, approvata in aula anche grazie ai voti del Pd (astenuti il consigliere Ricci e il consigliere Celani), non possa essere di alcun sostegno alla causa delle ‘botteghe storiche’.
Apprezzo appieno lo spirito che c’è dietro ad un provvedimento del genere che va ad individuare e riconoscere le botteghe storiche del nostro territorio, tutelando una memoria e dando un aiuto a queste realtà, che spesso si trovano a far conti con elevati costi di gestione, mutamenti delle abitudini di consumo e impedimenti burocratici e normativi. Sosterremmo così uno spirito di conservazione in questo caso molto positivo. Approvo questo spirito e avrei sostenuto con il mio voto un progetto che fosse riuscito a sintetizzarlo. In consiglio però ci siamo trovati a discutere di tutt’altro, di un progetto che tutt’al più arriverà a riconosce ad alcune attività commerciali del nostro municipio un titolo simbolico, assicurando ai fedeli commercianti un bel diploma da appendere dietro il banco. Un riconoscimento che non solo non andrà nei fatti a sostenere concretamente quelle attività, ma non riuscirà neanche a definire un valido albo. I criteri che si sono scelti non serviranno a tutelare qualsivoglia memoria storica. Secondo il regolamento per il bando, allegato alla delibera, ‘bottega storica’ sono “gli esercizi artigianali, commerciali e di somministrazione, (…) gestiti da un unico soggetto o dai relativi eredi con la stessa merceologia commerciale, artigianale o di somministrazione, per almeno cinquanta anni”. Solo una questione anagrafica quindi. Nessun particolare riferimento di storicità (una vecchia insegna, delle foto che ricostruiscono i precedenti volti del locale, un bancone d’epoca o un vecchio registratore di cassa, tanto per dire!) è stato inserito come criterio per accedere al prestigioso riconoscimento. Alle ‘botteghe storiche’ farebbe certo più comodo poter usufruire – ad esempio – di uno speciale regime normativo (ad esempio per mantenere le vecchie insegne a bandiera, oggi altrimenti vietate), la possibilità di essere inserite in un ‘itinerario delle botteghe storiche’ o ancora di agevolazioni fiscali. Nulla di questo è stato previsto, il bando per le botteghe storiche nei fatti è solo l’occasione per organizzare una festa con i commercianti nel giorno di San Giuseppe.

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