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Il direttivo della Fiom-Cgil

l 20 giugno, in via Tiburtina. All'ordine del giorno referendum e piattaforme sindacali

Il 20 giugno, in via Tiburtina, si è tenuto il direttivo della Fiom-Cgil. La riunione ha trattato come punti principali l’argomento del referendum che ha visto la mobilitazione di 27 milioni di italiani.

Da tempo il referendum veniva considerato uno strumento inattuabile a causa del quorum non raggiunto, mentre il 12 e 13 giugno 2011 la partecipazione del popolo italiano è stata massiccia e significativa. E’ prevalso il valore del bene comune per quanto riguarda l’acqua, sconfiggendo così l’intento di privatizzarla. Nonostante questo dato positivo, si è puntualizzato che il governo Berlusconi è ancora in piedi, perciò non bisogna abbassare la guardia.

L’Italia sta attraversando un difficile periodo: l’Europa è dei banchieri e difficilmente si vede all’orizzonte una politica alternativa. Il dopo-Berlusconi come sarà?

Nel corso della riunione si è parlato della lotta alla precarietà, si è fatto riferimento ai dati rilevati da Marco Revelli nella Festa Nazionale Fiom: si sono persi 8 punti sul P.I.L. che equivalgono a 120 miliardi tolti ai lavoratori e dati alla rendita. Ciò significa che ogni lavoratore perde 7mila euro l’anno.

Il lavoro è un diritto che deve valere per tutti. A questo proposito si è discussoil tema dell’attacco portato avanti da Marchionne-Fiat: si stanno togliendo diritti come quello dello sciopero facendo accordi di gruppo con il sostegno del governo e della Confindustria. L’azienda italiana sta tenendo un comportamento anti-sindacale a discapito della Cgil.

Si è discusso anche della rottura dell’unità con la Cisle Uil. Per riconquistare l’unità sindacale la Fiom-Cgil ha un importante ruolo socio-politico, in particolare in questo momento di riaggregazione.

Infatti il popolo italiano sta cambiando direzione, come  testimoniano le recenti elezioni a Bologna, Milano, Torino, Napoli.

La grave crisi economica che sta colpendo anche la Grecia, dove prevalgono interessi economici e finanziari, non rende facile il lavoro dei sindacati. Tuttavia si sta lavorando per una nuova struttura contrattuale, che riprenda il contratto nazionale, garante di equità sociale e difendendo i salari. Le aziende attualmente riducono il costo di lavoro, facendo gravi tagli del personale e quindi si sta lavorando ad una piattaforma che favorisca chiunque lavori, in particolare i metalmeccanici.

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