Il mercato della Moschea di Roma: verrà chiuso o regolarizzato?

Diverse le posizioni dei consiglieri Massimo Inches e Luca Sappino
di Serenella Napolitano - 17 Giugno 2009

Nei pressi dell’Acqua Acetosa a nord della città di Roma sorge la grande Moschea che è uno dei Centri Islamici più grande d’Italia. Da un po’ di tempo a questa parte, dinanzi alla moschea, in viale della Moschea, è stato creato un mercato abusivo aperto non solo il venerdi ma, secondo testimonianze degli abitanti del posto, anche il sabato.

A parlare di tutto questo è stato il consigliere del II Municipio di Roma, Delegato al Decoro Urbano, Massimo Inches il quale in seguito ai suoi interventi, ha ricevuto circa una ventina di giorni fa una lettera minatoria in cui veniva ammonito di stare lontano dal mercato della Moschea, ne valeva la sua vita.

Inches ha ribadito che tutti gli esercenti del mercato del viale della Moschea sono privi di qualsiasi autorizzazione effettuando illegalmente il commercio di prodotti non alimentari e alimentari, oltre alla cottura dei cibi all’aperto. L’unico motivo per cui è intervenuto è per bloccare il degrado dell’ambiente circostante e garantire il rispetto dell’igiene e della sicurezza dei cittadini.

La solidarietà ad Inches è arrivata, oltre che dai cittadini anche dal consigliere Luca Sappino, capogruppo di Sinistra e Libertà nel II municipio di Roma, che ha voluto comunque sottolineare la propria contrarietà all’interruzione delle attività del mercato ‘della moschea’, prevista dalla proposta di risoluzione della destra. “Quel mercato – dichiara Sappino – è esempio di integrazione nel territorio e di buona volontà”.

“L’impegno dell’amministrazione – conclude il consigliere di Sinistra e Libertà – dovrebbe essere quello di risolvere le note ed evidenti carenze igienico-sanitarie, definire di concerto con la comunità interessata le autorizzazioni e gli interventi necessari a riqualificare il mercato.”

La risposta di Inches è che le norme igienico-sanitarie italiane sono di vendere tutti i cibi solamente preconfezionati evitando la contaminazione degli stessi, conservandoli alla giusta temperatura e descrivendo la loro provenienza. Cosa che purtroppo non avviene nel mercato abusivo.


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