Il municipio XIII partecipa al Progetto di Educazione Permanente Adulti-EDA

Monica Picca nominata delegata EDA del Municipio
di Laura Roxana Neamtu - 27 Novembre 2009

Il municipio XIII partecipa al progetto del Comune di Roma EDA (Educazione permanente Adulti) e nomina Monica Picca, consigliere del Pdl, come delegata Eda del Municipio.
Lunedì 16 novembre presso la Sala Convegni dello stabilimento balneare Venezia (lungomare Amerigo Vespucci, 8 – Ostia) ha avuto luogo l’incontro promosso dal comitato locale 6 sulla formazione e la scuola per presentare il progetto: trattasi di un sistema che si basa sull’azione di 8 Comitati locali che operano sulla base di accordi intermunicipali per attuare le indicazioni europee in materia di istruzione e formazione permanente.

Ed è la neo delegata Monica Picca a ricordare le indicazioni europee: ”l’Unione Europea sancisce il diritto allo studio per tutti, senza distinzioni di età. Un concetto ripreso peraltro anche dalla conferenza di Lisbona e che l’amministrazione capitolina ha fatto suo approntando un elaborato destinato a quanti, nel corso della loro vita, non hanno avuto la possibilità di portare a termine gli studi come avrebbero voluto. Con l’Eda – prosegue il consigliere Pdl – questo è possibile e, inoltre, avremo modo di unire le sinergie del territorio e quindi le politiche economiche, l’associazionismo e l’istituzione scolastica così da creare un tutt’uno a vantaggio dei cittadini. In questo modo avremo una rete uniformata per l’eventuale reinserimento dei frequentatori del progetto.”

Anche il presidente del XIII municipio Giacomo Vizzani non manca di sottolineare con il suo intervento la validità del progetto e l’importanza della formazione definita ”sostanza insostituibile per l’essere umano.”

I Comitati locali sono stati costituiti nel mese di marzo 2009 all’interno dei 19 municipi della Capitale e sono formati da tutti gli organismi territoriali che si occupano di Educazione permanente come ad esempio: centri territoriali, di formazione professionale, scuole superiori, centri di orientamento al lavoro, biblioteche, associazioni senza scopo di lucro, università popolari, parti sociali e datoriali. Tra le azioni che i comitati sono chiamati a svolgere: le analisi dei bisogni formativi del territorio e del rapporto tra domanda e offerta di formazione; informazione, diffusione e sensibilizzazione sulle attività di formazione; creazione di servizi integrati territoriali di accoglienza e primo orientamento (sportelli); promozione di interventi finalizzati all’acquisizione delle conoscenze e competenze per l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva; formazione degli operatori delle istituzioni e degli organismi che partecipano ai comitati locali.

Il progetto nasce in seno alla Commissione dell’Unione Europea, che nella seduta del Consiglio svoltasi a Lisbona, marzo 2000, ha assunto come obiettivo principale per il XXI secolo, il far divenire il lifelong learning un diritto individuale delle persone ed una responsabilità collettiva delle istituzioni.
Il lifelong learning è stato definito come l’insieme delle “attività finalizzate di apprendimento, sia formali che informali, di carattere continuativo ed aventi lo scopo di accrescere la conoscenza, le abilità e la competenza ed ha quindi il ruolo di assicurare risposte adeguate alla domanda di sviluppo, dell’occupabilità, dell’imprenditorialità, della competitività nell’economia della conoscenza e nella società dell’informazione, all’interno di un più ampio contesto di realizzazione dei diritti di cittadinanza.


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