Il più bel campo di basket del mondo

E' sulla sommità di una collinetta, adiacente alla chiesa del Maier. Ma ora è senza canestri per colpa dei vandali
di Claudio Stefani - 24 Luglio 2008

Ho un sogno ricorrente. Mi trovo su un campo di pallacanestro con il pallone in mano, marcato dal mio diretto avversario. Faccio il classico uno contro uno, e nel movimento che mi porterebbe a canestro perdo la palla. Mi sveglio. Dio mio, perdo il rugoso pallone che in altri tempi (parecchi anni fa, ahimè) sarebbe rimasto tra le mie manone nonostante i colpi leciti e soprattutto illeciti portati dagli avversari.

Poca cosa, direte voi. Ci sono sogni molto peggiori di questo. Però considerate il punto di vista di un ex giocatore di basket, che per anni si è allenato proprio per controllare sempre meglio i movimenti del proprio corpo (maledetti cinque falli) e soprattutto la gestione del pallone. Sognare a cinquanta anni di non essere più in grado di concludere un banale terzo tempo, bè, credetemi, è uno degli incubi peggiori.

L’ultima volta ho deciso di reagire: tornare su un campo e provare, dimostrare a me stesso che è tutto a posto. Per fortuna vicino casa ho un campo di pallacanestro all’aperto. Più precisamente si tratta di una pista di pattinaggio con due canestri, tutto ciò che serve. Recupero la mia palla da basket, una vecchia Spalding, infilo maglietta e calzoncini, scarpe da ginnastica (quanto mi mancano le mie vecchie All Stars) e vado. Entro nel campo scavalcando la barriera metallica che circonda la pista di pattinaggio. Un boxeur che entra sul ring. Inizio a palleggiare, prima un po’ con la destra, poi provo con la sinistra. Niente male, sicuramente un po’ troppo rigido. Trotterello avanti, prendo un po’ di sicurezza. Poi ci provo. Faccia a canestro, dalla linea del tiro libero, finta a sinistra, entrata in terzo tempo a destra, concludo (ma quanto è alto sto ferro..) e lascio in sottomano la palla che si infila a canestro. Sono felice. Recupero il pallone e solo allora me ne rendo conto. Mi trovo sul campo di basket più bello che abbia mai visto. Mi trovo sulla sommità di una collinetta, adiacente alla chiesa del Maier, alla mia sinistra il nuovo campo di atletica leggera, di fronte il parco si estende a perdita d’occhio, fino alle case dell’Alessandrino, dove il sole va a tramontare. La luce è scarsa, è ora di tornare a casa, mi aspettano per cenare.

Fresco Market
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Non ho più fatto quel brutto sogno. Dopo quella volta sono tornato spesso sul campo a fare qualche tiro, a giocare un po’. Ho anche incontrato qualche giocatore più o meno bravo che approfittava di quel campo, di quei canestri. Poi è successo. Prima i cesti, strappati; poi i ferri, prima piegati da qualcuno che ci si è aggrappato, poi divelto uno e spezzato il secondo. Fine dei giochi. Uno straordinario signore che abita in zona ha recuperato a terra uno dei ferri e nella sua officina lo ha saldato e rinforzato con una piastra metallica. Impossibile distruggerlo, ho pensato mentre la piastra veniva imbullonata al tabellone. Il più bel campo da basket del mondo riprendeva vita, si poteva di nuovo giocare.

Incredibile a dirsi ma è durato poco. Di nuovo il solito scempio: il ferro è stato spezzato (non sono riusciti a strapparlo, chissà quanto ci hanno provato). Un terzo tempo lo puoi ancora fare, devi stare attento a lasciare il pallone nel varco ancora libero, ma i tiri no, quelli non li puoi fare perché il ferro sbilenco ti risponde con un odioso “sbleng” e perché rischi di prendere il ferro dove è rotto e ti si buca il pallone.

Gli atti vandalici sono per loro natura inspiegabili, ma accadono. C’è da sperare che col tempo la coscienza civile e l’educazione rendano sempre più isolati tali episodi.

Il più bel campo di basket del mondo per ora è senza canestri. Un vero peccato. Il Municipio VII dovrebbe intervenire al più presto per ripristinare i canestri (costano pochissimo). Purtroppo non mancherà l’idiota di turno che danneggerà nuovamente i nuovi canestri, possiamo immaginare una battaglia di logoramento contro l’idiota, che magari farà spendere qualche euro al Municipio, a noi tutti quindi, ma è una battaglia che va combattuta. Non possiamo permettere che vincano gli idioti.

Lì vicino, ancora una segnalazione per il VII, i soliti vandali hanno di nuovo sfasciato parte delle gradinate dell’anfiteatro. Impediamo che completino il lavoro!


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