Il Premio De Sanctis per la Saggistica va a Giulio Ferroni e a Massimo Cacciari

Assegnato il 6 ottobre a Villa Doria Pamphili
di Alessandra De Salvo - 7 Ottobre 2009

1) Giulio Ferroni tra Gianni Letta e il ministro Gelmini. 2) Massimo Cacciari riceve il premio da Gianni Letta. 3) Neri Marcorè, presentatore della serata. 4) Villa Doria Pamphili, sede della premiazione. FOTO Federico Ridolfi

Si è tenuta il 6 ottobre, a Villa Doria Pamphili, la cerimonia di premiazione del Premio De Sanctis per la saggistica. Alla serata, presentata da Neri Marcorè, erano presenti il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, il Ministro per la Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini e l’Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma, Umberto Croppi.

L’importante riconoscimento è stato assegnato, ex aequo, a Giulio Ferroni, critico letterario e professore ordinario di Letteratura italiana alla Sapienza di Roma, per il suo “Ariosto” (Salerno editrice, 2008) e a Massimo Cacciari, filosofo e docente presso l’Università San Raffaele di Milano, per “Hamletica” (Adelphi, 2009).
Nel consegnare i premi, il sottosegretario Gianni Letta, ha lodato l’iniziativa definendola “in controtendenza rispetto a quelle tanto celebrate dalle televisioni e, proprio per questo, così vicina alla cultura. Un’iniziativa che fa onore a tutta la cultura italiana”.
Il ministro Mariastella Gelmini ha ricordato la figura di Francesco De Sanctis, primo ministro della Pubblica Istruzione dello Stato Italiano e geniale critico letterario “che intendeva l’opera d’arte come perfetta sintesi di contenuto e forma, facendosi promotore di una letteratura ricca di valori etici, civili, morali”.

Il premio, alla sua prima edizione, è nato da un’idea di Giorgio Ficara “per colmare una lacuna nella scena culturale del nostro paese” stracolmo di premi dedicati alla narrativa, e dalla volontà di Francesco De Sanctis jr, pronipote del grande critico letterario, impegnato dal 2008, con la Fondazione De Sanctis, a “restituire al mondo” l’eredità: “perché sento che questo patrimonio non appartiene a me o alla mia famiglia, ma è patrimonio comune, motivo di orgoglio collettivo, nazionale e transnazionale”.

La giuria composta dai più brillanti critici e studiosi italiani – Alfonso Berardinelli, Antonio Debenedetti, Alain Elkann, Giorgio Ficara (presidente), Nadia Fusini, Louis Godart, Raffaele La Capria, Giacomo Marramao, Jacqueline Risset, Vera Slepoj, Claudio Strinati – ha inoltre assegnato il Premio "Eni – immaginare il futuro" a "Miracoli e traumi della comunicazione" di Mario Perniola, (Einaudi, 2009) ed il Premio per il Saggio breve a Patrizia Cavalli con "Dietro non c’è niente", postfazione a "Doppio ritratto: Frida Kahlo, Diego Rivera" (Nottetempo, 2008). Inoltre, una segnalazione speciale è andata a "Le due Schiavitù" di Beniamino Placido, pubblicato da Einaudi nel 1975, per la sezione “Un libro introvabile” dedicata a quei libri di grande valore che non sono più in commercio e che vuole essere di sprone agli editori per nuove pubblicazioni.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti