Il Secondo Polo Turistico a Roma

Alla terza edizione di "Globe", si riflette sul ruolo del turismo nella Capitale
di Roberta Diglio - 27 Marzo 2009

In occasione dell’inaugurazione, ieri 26 marzo, alla Nuova Fiera di Roma, della terza edizione di Globe, salone internazionale del turismo cui parteciperanno fino a sabato prossimo 600 espositori e 550 buyers, si è riflettuto sul ruolo del turismo italiano nell’ambito della crisi internazionale. E’ sempre più pressante per l’Italia la necessità di acquisire la consapevolezza di rappresentare ancora una vera e propria industria nazionale e il diritto-dovere di approfittarne.

“Globe è un importante momento di incontro e di confronto per gli addetti ai lavori che Roma è felice di ospitare”. A parlare il vicesindaco di Roma con delega al turismo, il senatore Mauro Cutrufo, proprio ieri, nel suo intervento al convegno sul turismo organizzato da Federalberghi e svoltosi al Globe09. “Il fermento che si respira alla Fiera già oggi fa ben sperare per il futuro. L’unica soluzione per risolvere la crisi è proprio quella di investire su di un settore centrale e strategico come il turismo, che da solo contribuisce a costruire una buona parte del Pil dell’intero Paese. Come Comune di Roma, offriremo ai buyers una serata particolare che avrà come cornice uno scenario mozzafiato. Questo appuntamento sarà l’occasione per presentare il Secondo polo turistico della Capitale, il primo sistema complesso integrato per il turismo, il cui obiettivo è intercettare i nuovi segmenti del turismo e raddoppiare le presenze, aumentando il periodo di permanenza. In una splendida cornice offriremo agli operatori un assaggio di ‘Toccata & Fuga’, la kermesse ideata per i turisti che abbiamo realizzato con la collaborazione del Teatro dell’Opera di Roma e che ha già incontrato più di centomila persone nelle due precedenti edizioni. Il melodramma è uno dei biglietti da visita più importanti del nostro Paese e fa sì che la lingua italiana si comprenda in tutto il mondo e noi, con questi ‘effetti speciali’, vogliamo agire sulla sfera emozionale di questi professionisti del turismo, per far sì che tornino nel loro Paese con un ricordo indimenticabile della Capitale”.

“Roma, nonostante sia dal punto di vista turistico probabilmente il brand più conosciuto nel mondo, non ha le presenze di Parigi e Londra. Roma è intorno ai 25 milioni di presenze, la metà di Parigi ed un quinto di Londra, che fa 125 milioni di presenze. Per questi motivi, dopo la realizzazione della più grande ricerca sul turismo mai fatta nel mondo, abbiamo messo in campo una strategia per ovviare a questa situazione. La nostra città ha un unico polo turistico che tutto il mondo ci invidia, il centro storico, per il quale il governo cittadino, insieme a quello nazionale, preso atto dello stato di completo abbandono nel quale è stata lasciata l’area archeologica negli ultimi quindici anni, ha messo in campo una strategia d’emergenza per il recupero dell’intera area, nominando un commissario straordinario e mettendo a disposizione nell’immediato diciotto milioni di euro, con un ampliamento probabile sino a quaranta milioni. Il 90% di coloro che vengono a Roma rimane all’interno delle mura Aureliane, scegliendo soprattutto sette siti. Ci troviamo quindi di fronte ad una grande densità di persone in un piccolo territorio, il centro storico, che è sì grande come l’intera città di Firenze, ma che è un piccolo luogo per Roma, che viceversa è la più grande città d’Europa in assoluto. Roma è generosa e di per sé attrae, ma non ha mai avuto degli investimenti per delle infrastrutture contemporanee del turismo”.

Continua poi illustrandone il progetto: “Il progetto che intendiamo realizzare è compreso in un’area di 27 mila ettari, che è grande due volte e mezzo Parigi ma che per Roma è un piccolo territorio, in quanto la Capitale è invece dodici volte più grande di Parigi. In quest’area, che ha il suo sbocco naturale verso il mare, vogliamo creare cinque sistemi turistici: quello congressistico fieristico, che potrebbe diventare il più grande d’Europa; il sistema golfistico, che vuole intercettare parte dei cento milioni di golfisti turisti che sono nella fascia di turismo più ricca nel mondo – e per farlo, d’accordo con la Federazione italiana del golf, vogliamo realizzare un nuovo campo, diciotto buche ed aumentare da dodici a diciotto quelli che sono nelle vicinanze; il sistema dei Parchi a tema, con quello sull’Impero romano, il parco sull’immaginario cinematografico ed un altro probabile su di un’altra tematica. Parlando di parchi e turismo basta dire che Disney è la più grande industria del turismo d’Europa e che Orlando è la più grande in assoluto nel mondo. Il sistema dei parchi a tema attirerebbe da solo tra i dodici e i quattordici milioni di presenze. Prima di tutto, viene il sistema infrastrutturale, senza del quale i progetti non potrebbero nemmeno partire; un altro dei sottosistemi previsti è quello portuale croceristico diportistico che, una volta realizzato, ci permetterebbe di avere la più grande capacità di ricezione del diportismo nautico della costa tirrenica, che permetterà di avere la stessa capienza di Montecarlo, per questo segmento.Un altro sottosistema è quello dei parchi verdi: all’interno di questi ventisettemila ettari abbiamo il parco dell’Appia antica, quello di Castel Porziano, che vorremmo fosse fruibile al pubblico, il parco del litorale, e vari altri parchi minori – come quello ornitologico alle spalle del porto turistico di Ostia e come le secche di Tor Paterno. Insomma, un sistema di parchi verdi e marini in grado di essere da solo un polo di attrazione per un certo tipo di turismo naturalistico. Roma, del resto, è la città più verde in assoluto d’Europa, avendo cinquantatremila ettari di campagna e di parchi che bisogna semplicemente organizzare per renderli fruibili anche dal punto di vista del turismo”.

“Il secondo polo turistico della capitale mette in sinergia cinque sottosistemi – ha concluso il vicesindaco – che nel loro insieme potrebbero essere in grado più che raddoppiare le presenze”.

Anche Alessandro Vannini, Presidente della Commissione Turismo e Moda del Comune di Roma, ha dichiarato: “E’ ormai chiaro che per rilanciare il turismo nella nostra città sia necessario dotarla di una serie di attrattive che non siano solo le bellezze del centro storico. Questo nuovo sistema turistico porterebbe ad un notevole incremento delle presenze turistiche nella capitale e nei territori circostanti. I progetti sono stati realizzati pensando ad un nuovo futuro per Roma – spero che questo venga compreso da tutti”.

Eppure, la diatriba continua. Dall’altro lato della barricata, l’assessore provinciale alle politiche del Turismo, Patrizia Prestipino, aveva però già dichiarato: “Cutrufo scopre l’acqua calda. Dopo 10 mesi di amministrazione, il vicesindaco prende atto che Roma è il fanalino di coda rispetto alle altre capitali europee in fatto di competitività turistica e indica come soluzione la realizzazione del secondo Polo turistico della Capitale che, per sua stessa ammissione, sarà completato non prima di dieci anni. E nel frattempo?”. “Sicuramente – conclude la Prestipino – la continua demonizzazione della città sul fronte della mancanza di sicurezza iniziata durante la campagna elettorale e proseguita in questi mesi non ha giovato a Roma, al punto tale che una percentuale consistente di turisti la ritiene oggi una città insicura e per questo non la sceglie come meta. Senza considerare, poi, i continui tagli all’offerta culturale che hanno praticamente annullato il valore aggiunto dell’attrazione turistica capitolina. Mi chiedo quando si inizierà a ragionare accantonando le proposte spot per far spazio a proposte concrete”.


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