

Il Campidoglio ha inviato ai concessionari una raccomandata che preannuncia l’accertamento dell’IMU per le strutture utilizzate, con cifre che sfiorano i 10 milioni di euro complessivi
Settantuno impianti sportivi, migliaia di cittadini coinvolti e una minaccia concreta: la chiusura di spazi pubblici dedicati allo sport popolare.
A Roma nasce il comitato “No IMU”, promosso dalle società e associazioni dilettantistiche che gestiscono gli impianti comunali finiti nel mirino del fisco.
Il Campidoglio ha inviato ai concessionari una raccomandata che preannuncia l’accertamento dell’IMU per le strutture utilizzate, con cifre che sfiorano i 10 milioni di euro complessivi.
Una stangata che ha colto tutti di sorpresa, soprattutto perché include anche gli anni della pandemia e prevede sanzioni e interessi retroattivi. Alcuni impianti rischiano di dover versare oltre 200mila euro.
“Non siamo proprietari, ma erogatori di un servizio pubblico a tariffe calmierate”, denunciano i gestori. “Pagare queste somme significa chiudere o licenziare”.
La situazione è esplosiva, tanto che le associazioni si sono unite in un fronte comune, chiedendo un incontro urgente con il Comune prima che il procedimento passi alla fase esecutiva.
Una battaglia che ha il sapore dello scontro tra sport sociale e burocrazia fiscale, con in gioco il futuro di palestre, piscine e campi che ogni giorno accolgono bambini, anziani e famiglie.
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