Incidenti: Roma la città più pericolosa d’Europa

La denuncia dell'Ania in un articolo di Cecilia Gentile su la Repubblica
Enzo Luciani - 14 Ottobre 2008

Da www.repubblica.it

Roma, città più pericolosa d’Europa. Ad assegnare il triste primato alla capitale è l’Ania, la fondazione delle assicurazioni per la sicurezza stradale. «Le grandi città italiane – dichiara il presidente Sandro Salvati, nella seconda giornata europea per la sicurezza stradale – hanno un livello di rischio sensibilmente superiore a quello di Parigi, Londra, Stoccolma, Madrid o Barcellona. Tra tutte si distingue Roma, in assoluto la più pericolosa».

I dati dell’Aci lo confermano. Nel 2006, ultimo anno di cui si hanno cifre aggiornate, gli incidenti stradali nella capitale sono stati 21.452, i morti 231, i feriti 28.209. I motociclisti sono quelli che pagano il prezzo più alto. Mentre il numero di pedoni coinvolti è leggermente diminuito negli ultimi anni, quello dei centauri è in aumento: secondo l’ultimo monitoraggio della Regione Lazio, gli incidenti dei motocicli sono passati da poco più di 3000 nel 2002 a quasi 4.000 nel 2004 in tutta la regione. Il 37,6% dei motociclisti ha un’età compresa fra i 30 e i 39 anni, seguita dalla fascia 18-29 anni nella percentuale del 29,6%.

«Roma è effettivamente una città a forte rischio ed il primo motivo è l’intasamento del traffico che ha portato ad un incremento notevole sulle strade del numero di due ruote – sostiene il sottosegretario ai Trasporti Roberto Castelli – La capitale è una città difficile per i trasporti pubblici, intasata per le quattro ruote, cosa che porta a puntare sulle due ruote, uno dei mezzi di spostamento più pericolosi».

«Il fenomeno incidenti stradali va combattuto con la repressione ma anche con la formazione – spiega Elisabetta Mancini, vice questore aggiunto della Polizia stradale – il numero di incidenti in Italia è alto anche perché i veicoli sono tanti rispetto al resto d’Europa, ma il 90% degli incidenti potrebbe essere evitato con una maggiore attenzione». A dar ragione al vicequestore Mancini sono ancora una volta i dati Aci sulle principali cause degli incidenti che avvengono nelle strade urbane: per il 27,31% mancato rispetto della segnaletica, per il 22% mancata osservanza della distanza di sicurezza, guida distratta per il 14%, velocità non adeguata per il 13,8%.

«Nel nostro Paese – spiega Salvati – il numero complessivo di vittime della strada è leggermente diminuito, ma è aumentato notevolmente quello di vittime nelle aree urbane. Per ogni quattro incidenti con danni alle persone, tre si verificano in ambito urbano, con 2.600 morti e 210.000 feriti all’anno». Per il presidente della fondazione, gli incidenti stradali sono un’emergenza nazionale e, oltre agli enormi drammi umani, costano alla collettività 35 miliardi all’anno. «Occorrono misure forti – conclude Salvati – da parte delle autorità per aumentare la cultura della prevenzione e del controllo».

Incidenti sulle strade urbane, si diceva. A Roma, nella top ten delle arterie killer c’è la Cristoforo Colombo, che nel 2007 ha registrato 939 incidenti, con sette morti, otto feriti in prognosi riservata e 410 feriti. Come deterrente, Comune e Atac hanno installato il telered, una telecamera che all’incrocio con la circonvallazione Ostiense fotografa le targhe di chi passa con il rosso. Dopo la Colombo, le strade più pericolose risultano la Casilina e la Prenestina.


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