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Alemanno: “Roma e Lazio devono avere il loro stadio”

Il primo cittadino risponde all' appello di Francesco Totti

“Sulla questione degli stadi, il capitano della Roma, Francesco Totti, ha ragione: ci stiamo lavorando. Spero che presto i presidenti delle due società, la Roma e la Lazio, ci presentino i progetti per gli stadi dei club”. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno commenta cosi le parole di Totti, che aveva esternato a Epolis Tor Vergata la sua voglia di giocare in uno stadio di proprietà della Roma.

Le due squadre romane giocano le loro partite interne allo Stadio Olimpico, e ciò comporta una serie di inconvenienti che con il tempo si sono anche aggravati.

Il primo problema è sicuramente la viabilità: zone come Foro Italico, Lungotevere, Ponte Duca d’Aosta e piazza Mancini sono punti di snodo fondamentali per il traffico romano. Quando è in programma una partita è sempre un’avventura passare per quelle zone, trafficate al limite del praticabile. Soprattutto durante gli incontri infrasettimanali di Champions League della Roma si può riscontrare una vera e propria bolgia nei dintorni dello stadio, con conseguenti disagi per chi passa da quelle parti pur non avendo nulla a che fare con la partita.

Il secondo problema sono i parcheggi. Trovare un posto per la macchina a un’ora della partita è veramente un’impresa, e molti sono costretti ad usare l’”inventiva”. Per far fronte al problema il Comune d Roma ha varato una serie di regolamentazioni che di fatto eliminano più di 400 parcheggi nella zona della Farnesina e in particolare lungo Via Paolo Boselli. Conseguentemente a queste norme, i tifosi sono costretti a parcheggiare in zone molto distanti dallo stadio, come Corso Francia e il Flaminio, con ovvi disagi a carico dei residenti in quelle zone.

Il terzo problema riguarda le società di Roma e Lazio. Se infatti la cornice del Foro Italico garantisce suggestività, dal punto di vista calcistico l’Olimpico è uno dei peggiori stadi d’Italia. Da una parte la pista d’atletica che allontana incredibilmente il pubblico dal campo, fornendo cosi una pessima visuale soprattutto dalle curve, dall’altra la fatiscenza della struttura, vecchia e mai del tutto restaurata. Recentemente il Coni ha deciso di rinnovare il “look” dell’Olimpico, cambiando i seggiolini, riparando i bagni e mettendo dei vetri divisori in più tra i settori. Con questo stratagemma lo stadio romano è riuscito ad ottenere le 5 stelle dalla Uefa che ha autorizzato lo svolgimento della finale della Champions League 2009 nella Capitale
Inutile dire che uno stadio nuovo e di proprietà permetterebbe ad entrambe le società di giovarne sotto tutti i punti di vista: dal punto di vista economico in primis, poiché non si pagherebbe più l’affitto dell’Olimpico, poi permetterebbe una maggiore fruibilità dell’impianto, con conseguente aumento di sostenitori sugli spalti.

Nonostante questa serie di vantaggi, le società romane sembrano aver mollato la presa sull’obiettivo “stadio di proprietà”. Da molti mesi si parla di imminente presentazione del progetto o quantomeno dell’area predisposta all’edificazione, ma di concreto non è stato fatto nulla. E ne è passato di tempo.

Ricordiamo infatti le parole del sindaco di Roma Gianni Alemanno, datate 18 ottobre 2008:”Roma e Lazio devono avere il loro stadio. In tempi brevi mi aspetto idee concrete dalle due società. La nazionale Italiana di calcio e l’atletica leggera si devono riappropriare dello Stadio Olimpico”. Ma sono passati 4 mesi.

A gennaio 2009 si cominciava a vedere la luce in fondo al tunnel, poiché la stessa Rosella Sensi, presidente della Roma, aveva definito il mese “cruciale” almeno per l’individuazione delle aree che avrebbero dovuto accogliare gli impianti.

Da quel momento si sono susseguite voci e smentite sulle possibili zone su cui avremmo visto sorgere gli stadi: si parlava della Magliana Nuova, di Settebagni, di Tor Vergata, ma di fatto erano solo ipotesi.

Il 20 febbraio ha parlato della questione il delegato allo sport per il Comune di Roma Alessandro Cochi, che al Romanista ha dichiarato:” Se invece che a febbraio i progetti fossero presentati a marzo, non è che morirebbe nessuno. Il boccino è nelle mani delle società. Un’ora dopo che Roma e Lazio ci avranno consegnato tutto, avvieremo il confronto politico. Sappiamo che Roma e Lazio non stanno dormendo. Se se le società e il Comune tengono un profilo basso, è per evitare speculazioni. Si immagini come potrebbe schizzare verso l’alto il prezzo delle aree che i due club sceglieranno. Ha poi aggiunto che “non è vero che la Magliana è in pole per la Roma e che le aree candidate per la costruzione dello stadio della società giallorossa sono quattro”.

Se non ha dato notizie importanti dal punto di vista pratico, almeno ha finalmente fornito spiegazioni sulla staticità delle due squadre romane. Una cosa è certa: si sta lavorando per permettere alle due società di costruire questi stadi, ma la strada verso la risoluzione del problema sembra, ancora, molto lunga.

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