

Pro e contro di un ora di sole in più. Tu sei un gufo o un'allodola?
Alle ore 02.00 di domenica 28 marzo torna in vigore l’ora legale per l’anno 2010. Per sancire definitivamente l’arrivo della bella stagione, sfruttando al massimo possibile la luce del sole, dovremo regolare gli orologi spostando le lancette avanti di un’ora, dalle 2.00 alle 3.00.
Le “giornate lunghe” dureranno fino all’ultima domenica di ottobre, quando potremo riportare le lancette indietro e recuperare l’ora di sonno perduta.
Proprio questi sessanta minuti di riposo in meno costituiranno un piccolo dramma per molti, che impiegheranno circa tre giorni per regolare naturalmente il loro orologio biologico. Tre giorni infatti è il tempo medio necessario che il nostro organismo impiega ad adattarsi. In realtà fatica, irritabilità, mal di testa, difficoltà ad addormentarsi, sono la conseguenza soprattutto del cambio di stagione combinato alla componente psicologica. Per la vita stressata e intensa che conduciamo, anche solo l’idea di perdere un’ora di sonno produce un effetto di disagio che si riflette sul nostro stato fisico.
Non per tutti è una tragedia comunque… La differenza la fa il bioritmo, in base al quale possiamo suddividerci in gufi o allodole. Chi ha la tendenza ad alzarsi presto al mattino e sente calare le energie nel pomeriggio rientra tra le allodole. Chi invece impallidisce al suono della sveglia, ha una ripresa da bradipo e accelera invece verso sera, è incluso tra i gufi. È facile intuire che il cambiamento influisce negativamente soprattutto sulle persone con cronotipi spostati in avanti, che tendono cioè a coricarsi e ad alzarsi più tardi, ovvero i gufi.
(Menomale che io sono un’allodola… un’allodola operosa direi… Infatti, per me il vero dramma del cambio dell’ora a primavera, non è il sonno quanto piuttosto il fatto che la giornata sembra passare troppo in fretta! Troppe cose da fare e il tempo che corre!… senza contare che dimentico sempre di spostare le lancette dell’orologio da polso!…considerato che sono perennemente in ritardo, lascio immaginare l’aggravarsi della situazione).
Superati i vari traumi da gufi e allodole, i benefici dell’ora legale sono palesi, uno su tutti: più luce, che significa bella stagione alle porte; speranza di uscire dal lavoro quando “è ancora giorno”; e che permetteva a Benjamin Franklin – che teorizzò lo spostamento delle lancette – di risparmiare una candela al giorno e all’Italia dei nostri giorni, una cifra di circa 400 milioni di euro per più di 3 miliardi di kilowattora non consumati.
Prepariamoci quindi, sarà un fine settimana intenso per il nostro bioritmo, su qualunque velocità esso sia tarato, e come ogni anno, recupereremo in autunno.
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