Il Parco che vogliamo, il Parco che non c’è

Il 2 aprile in piazza Don Bosco una festa per rilanciare il Parco archeologico di Centocelle

Sabato pomeriggio 2 aprile la Cdlt Cgil di Roma sud, la Comunità Territoriale X Municipio, Action diritti in movimento, Comitato di quartiere Don Bosco, Ecologisti democratici Circolo “Alex Langer", Ass. "Punto di svista" Quadraro, Rete romana di Mutuo soccorso, organizzano una Festa popolare in piazza Don Bosco per riproporre all’attenzione dell’amministrazione comunale e dell’opinione pubblica il completamento del Parco archeologico di Centocelle.
La Festa ha avuto il patrocinio del X Municipio e l’adesione dei Presidenti di X, VI e VII Municipio: Medici, Palmieri e Mastrantonio.

Questo grande Parco cittadino, con i suoi 120 ettari di grande valenza ambientale e culturale, storica e archeologica, rappresenta l’unica occasione di riequilibrio ecologico e di riqualificazione urbana per il quartiere Don Bosco, densamente edificato e popolato, e per gli altri quartieri circostanti. E anche un’occasione di sviluppo economico e di lavoro per i giovani.

“Dopo la delocalizzazione dei campi nomadi lo scorso anno – dichiara Marina Pierlorenzi segretaria della Cdlt Cgil di Roma sud – tutto è rimasto come prima. L’area non è stata bonificata, gli autodemolitori non sono stati trasferiti e anche le altre presenze abusive rimangono al loro posto. Rimane incerta la realizzazione degli altri 15 ettari di parco previsti dal secondo stralcio da attrezzare su via di Centocelle (Quadraro) così come non si ha più notizia degli espropri di 15 ettari lungo via Papiria e viale Togliatti propedeutici all’apertura del Parco sul versante del quartiere Don Bosco.
Tra tanto immobilismo – prosegue Pierlorenzi – l’unica cosa certa è il degrado dell’area che continua ad avanzare Il solo risultato parziale ottenuto dalla mobilitazione dei cittadini in questi mesi è stato il recupero dei 2.800.000 euro dalla legge Roma capitale che erano stati tolti al finanziamento del secondo stralcio dei lavori del Parco. Ma anche questi soldi corrono il rischio di non essere spesi se non verranno inseriti nel prossimo Bilancio comunale”.

“Chiediamo al Sindaco Alemanno – aggiunge Aldo Pirone rappresentante delle associazioni del territorio – di procedere al completamento del Parco inserendo nel prossimo Bilancio i 2.800.000 euro recuperati dalla legge per Roma capitale e di stanziare gli ulteriori fondi necessari per la realizzazione di questa grande opera riqualificatrice della periferia romana. Servono risorse anche per il restauro archeologico delle ville di epoca romana che rappresentano il valore storico-culturale di tutta l’area. Chiediamo inoltre – incalza Pirone – di liberare l’area dalle presenze abusive incompatibili con il Piano particolareggiato a cominciare dagli autodemolitori, di aprire una parte del Parco Archeologico anche sul versante di via Papiria-Don Bosco e di rendere accessibile il Parco da via Palmiro Togliatti-Torrespaccata, da via di Centocelle-Quadraro e infine di migliorarne l’accessibilità da via Casilina con la semaforizzazione dell’attraversamento all’altezza di Piazza delle Camelie. I cittadini – conclude il rappresentante delle associazioni – sono stufi di vacue promesse, vogliono i fatti”.

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