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Intesa Regione Lazio-sindacati sul S. Giacomo

Prevede che 400 dipendenti saranno trasferiti in altre aziende dell'Asl Roma A, mentre 300 saranno spostati in altre strutture della capitale

Il San Giacomo chiude i battenti il 31 ottobre con il placet di Cgil, Cisl, Ugl e la firma di circa 17 sigle che rappresentano sindacalmente i medici. Il 6 ottobre in conferenza stampa il presidente della Regione Lazio Marrazzo e il suo vice Montino hanno illustrato i punti chiave dell’accordo.

I 701 dipendenti, di cui 178 medici, 129 infermieri e 394 amministrativi saranno dislocati nel territorio. Circa 400 rimarranno all’interno della Asl Rm A, mentre 300 lavoratori verranno ricollocati in altre aziende ospedaliere e Asl. Sono circa 200 le persone che nei prossimi tempi andranno in pensione.

"Non creeremo il vuoto – ha affermato il vicepresidente Esterino Montino – nella zona del Tridente perché abbiamo il San Giovanni e il Policlinico Umberto I per le risposte urgenti. La scelta della Regione Lazio è quella di rafforzare la sanità pubblica con il poliambulatorio che sarà attivo il 15 novembre prossimo in via Canova 19 per le attività ambulatoriali 24 ore su 24 e dove troverà una postazione il 118". Un presidio che costerebbe circa 900 mila euro.

Marrazzo e Montino hanno ringraziato i sindacati per il modo positivo con il quale hanno affrontato la questione dello spostamento di 700 lavoratori. "Si sceglie oggi di far decollare il Dea di II livello a Tor Vergata e non prima perché mancavano strutture e specialisti – ha spiegato Montino – ma ora la Regione può scegliere di rafforzare alcune strutture piuttosto che altre.

Il presidente e commissario ad acta, Piero Marrazzo ha precisato: "Da commissario avevo urgenza di applicare un piano, da presidente della Regione Lazio vorrei una sanità più moderna". Sulla destinazione futura del San Giacomo Marrazzo ha fatto l’esempio di un ospedale parigino sorto nel 1634, nato come ospizio per gli incurabili, trasformato oggi in case popolari, case per studenti e centro geriatrico.

E gli otto milioni di euro costati ai contribuenti per la ristrutturazione del nosocomio di via Canova? "Dovevamo spenderli, per forza, erano stati stanziati negli anni precedenti, abbiamo ritenuto giusto così. Sarà qualcun altro a dirci che sono stati spesi male. Noi trasferiremo le apparecchiature in altri ospedali". Per ora si aspetta il sub commissario "arriverà in settimana" ha confermato Marrazzo. Oltre i 5 miliardi di euro sbloccati dal governo. "Serviranno per un sanità più forte", ha concluso il presidente della Giunta del Lazio.

"Abbiamo ridefinito la sanità nel centro storico in termini europei. Non abbiamo sprechi e miglioriamo la sanità del territorio. Con la nuova riorganizzazione della sanità, finalmente, anche Roma andrà di pari passo con altre grandi città straniere", come Londra, Parigi, Madrid e New York. Così il presidente Regione Lazio Piero Marrazzo ha commentato la riorganizzazione della rete ospedaliera in corso a Roma, durante la presentazione dell’accordo tra Regione e sindacati sul personale dell’ospedale romano San Giacomo.

"Tra il 2000 e il 2003 – ricorda Marrazzo – Parigi ha riconvertito tre ospedali del suo centro storico. E anche Londra ha iniziato nel 2007 un programma per la riduzione degli ospedali storici a favore di 150 poliambulatori. Casi simili si sono verificati anche a Madrid e New York". Per Marrazzo, è arrivato il momento, anche per Roma, di ripensare la sanità secondo dei criteri più moderni" al passo con i tempi".
"Mi domando chi è che vuole tenere la sanità di Roma legata a una questione di numero di posti letto – chiede Marrazzo – anziché di razionalizzazione dell’offerta. Dobbiamo dare più sanità considerando però il criterio dell’appropriatezza".

"L’obiettivo che ha cercato di raggiungere la Regione – ha sottolineato Esterino Montino, vicepresidente della Regione – è stato duplice: non volevamo sguarnire l’area centrale della città, e contemporaneamente volevamo rafforzare i servizi degli altri ospedali romani".
Il San Giacomo sarà chiuso il 31 ottobre, ma per il 15 novembre è prevista l’apertura del nuovo poliambulatorio di Via Canova, sempre nel cuore del Centro storico capitolino. "Un’apertura – ha confermato Montino – che testimonia l’intenzione della Regione di mantenere comunque alta l’offerta sanitaria nel centro della città".

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