La latitanza dorata di Giancarlo Tulliani: sequestrata villa, auto di lusso e conti per 2 milioni di euro

L'attività trae origine da un'inchiesta avviata nel 2017

Giancarlo Tulliani, ex cognato dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, oggi latitante a Dubai, torna sotto i riflettori della giustizia italiana.

La guardia di finanza ha dato esecuzione a un decreto di sequestro del Tribunale di Roma per oltre 2,2 milioni di euro, tra immobili, conti correnti e due auto di lusso.

Il provvedimento, eseguito dallo Scico (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata) delle Fiamme Gialle, e su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a conclusione del processo di primo grado che ha condannato Tulliani a sei anni di reclusione per riciclaggio.

L’inchiesta – avviata nel 2017 – aveva già fatto tremare i piani alti della politica e della finanza. Tutto nasce con l’operazione “Rouge et Noir”, che portò alla luce una rete internazionale di riciclaggio e frodi fiscali, con al centro Francesco Corallo, soprannominato “il re delle slot”, e la famiglia Tulliani.

Secondo gli inquirenti, il denaro proveniente da un sistema di peculato e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte veniva ripulito attraverso investimenti immobiliari e attività economiche, molte delle quali riconducibili proprio ai Tulliani.

Le indagini economico-finanziarie dello Scico hanno poi messo nero su bianco la sproporzione tra i redditi dichiarati da Tulliani e il suo reale tenore di vita: un divario che, scrive la Guardia di Finanza, “dimostra la provenienza illecita del patrimonio accumulato tra il 2008 e il 2015”.

Mentre Francesco Corallo veniva arrestato ai Caraibi, Giancarlo Tulliani riusciva a fuggire negli Emirati Arabi Uniti, dove vive tuttora, protetto dal lusso e dall’assenza di estradizione.

Il suo nome, insieme a quello dell’ex presidente della Camera, continua a riemergere nei faldoni giudiziari di una delle vicende più controverse e longeve degli ultimi anni.

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