La nuova stazione di Salone, appena ultimata, non verrà più aperta

Il Comitato dei Cittadini preoccupato per il presunto annuncio del Ministero dell'Interno
riceviamo e pubblichiamo - 5 Marzo 2009

Sono stati spesi 3 milioni di euro per ricostruire la bellissima stazione di Salone, moderna e funzionale, sulla linea FR2 che collega Guidonia, Lunghezza e la stazione Tiburtina con un treno ogni mezz’ora e, nelle ore di punta, ogni venti minuti.

I lavori, iniziati nell’ottobre 2007, sono stati ultimati a dicembre 2008. Tempi così rapidi si spiegano con l’urgenza di rendere disponibile un trasporto su ferro in vista dell’inizio dei lavori per il raddoppio della Tiburtina. Questa stazione avrebbe già dovuto aprire il 23 febbraio scorso: la Direzione Trasporti della Regione Lazio ne aveva assicurato l’apertura nel giro di una settimana. Poi è arrivato un contrordine: “la Stazione di Salone non si apre più”. Sembra che a comunicarlo sia stato lo stesso Ministero dell’Interno, ovviamente per motivi di sicurezza dovuti al vicino campo nomadi.

E’ incredibile! I cittadini non riescono a capire cosa stia succedendo. Invece di chiudere i campi nomadi, come promesso in campagna elettorale, si decide di chiudere un’indispensabile stazione ferroviaria. Così si penalizzano i cittadini due volte.

E pensare che nel lontano 2001 Trenitalia era stata costretta a chiudere questa Stazione per i ripetuti furti ed atti vandalici dei nomadi del campo vicino imposto dal Sindaco Rutelli nell’agosto 1997. Allora venne promesso ai Comitati che questo campo non avrebbe mai superato le 20 roulotte. Invece diventò presto il più grande d’Europa con oltre 1900 nomadi che spadroneggiavano nel territorio senza nessun controllo.

Solo recentemente il Campo di Salone era stato “ripulito”, ridimensionato, ristrutturato e parzialmente controllato. Attualmente è occupato da circa 650 nomadi, anche se il censimento di alcuni giorni fa ne ha contati 483, perché in buona parte si erano allontanati alla vista delle forze dell’ordine. Inoltre il Prefetto Pecoraro, forse ignaro dell’apertura della Stazione di Salone, nel nuovo piano nomadi prevede non solo di mantenere il campo di Salone, ma di ampliarlo con i nomadi provenienti da altri insediamenti in via di chiusura.

Che fine farà allora la Stazione di Salone? Come giudicherà la Corte dei Conti lo spreco di denaro pubblico? Come faranno i residenti e i pendolari della Tiburtina Valley a raggiungere il posto di lavoro non appena apriranno i cantieri sulla Tiburtina?

Come credere nelle Istituzioni se i cittadini sono costretti a scendere in piazza tutte le volte che vengono imposte le decisioni senza conoscere le realtà locali? Purtroppo “i Politici passano…. ma i problemi restano”.

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